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    Reggio, Corte dei conti assolve ex amministratori comunali

    Con una recente pronuncia la Corte dei Conti, Sezione Terza Centrale, ha accolto l’appello proposto da alcuni ex amministratori comunali difesi dall’avvocato Mario De Tommasi, contro una Sentenza della Corte dei Conti della Calabria, assolvendoli da qualunque addebito di responsabilità per danno erariale.
    Il giudizio di responsabilità era stato originariamente attivato dalla Procura regionale della Calabria, che contestava agli ex amministratori comunali di essersi opposti ad un’azione giudiziale proposta da un’impresa (Carriago) contro il Comune di Reggio Calabria, al fine di ottenere il pagamento dei corrispettivi per i lavori di somma urgenza alla stessa affidati dai tecnici comunali.
    Secondo la Procura regionale, gli amministratori comunali non avrebbero dovuto opporsi, ma all’opposto, avrebbero dovuto tempestivamente effettuare il pagamento, in quanto il credito della ditta sarebbe stato fondato e legittimo; avendo invece, deciso di resistere in giudizio, il loro comportamento avrebbe dovuto essere qualificato come gravemente colposo e, perciò avrebbero dovuto risarcire il danno cagionato al Comune, danno che si è verificato a seguito del pagamento delle maggiori somme, eseguito in esecuzione di un’ordinanza provvisoria del giudice civile.
    Sulla scorta di tali elementi erano stati condannati in primo grado. La Corte Centrale ha però cassato la pronuncia di primo grado e, in accoglimento delle difese svolte dall’avvocato De Tommasi, ha evidenziato che il danno erariale non poteva dirsi né certo né attuale, in quanto il pagamento era stato effettuato al Comune a seguito di un’ordinanza provvisoria del Giudice civile e non di una sentenza definitiva che aveva accertato il diritto di credito vantato dalla ditta, che  certamente potrebbe non riconoscere alcun diritto di credito e, perciò, legittimare il Comune ad agire per la restituzione delle somme già corrisposte.
    Ma lo stesso Giudice d’appello ha espresso un ulteriore ed importante principio di diritto con conferimento al termine di prescrizione dell’azione erariale, che vale sia per il caso di danno, cosiddetto diretto (cioè di comportamento che cagiona direttamente il danno alle casse pubbliche) che indiretto (ovvero, il danno derivante da una pronuncia giudiziale che dia ragione ad un privato e condanni l’Ente pubblico al pagamento di somme di denaro).
    Il Giudice d’ppello sulla falsa riga della più recente giurisprudenza contabile, ha infatti, ritenuto che il danno erariale cosiddetto diretto non si verifica nel momento in cui vi è l’effettivo pagamento ovvero esborso di denaro da parte dell’Amministrazione pubblica, ma, invece, esso si realizza in un momento anteriore, che coincide con il verificarsi della fattispecie dannosa, cioè – per usare le parole della Corte – “con il venire in essere del titolo giuridico che definitivamente… costituisca il fondamento” della pretesa del privato.
    Il principio ha una valenza generale e determina, in prima battuta, che il danno erariale si realizza nel momento stesso in cui si è verificato un fatto che abbia provocato un danno certo ed attuale all’Ente pubblico, a prescindere dall’effettivo pagamento o dalla effettiva verificazione di tutti i possibili danni. Corollario di tale principio è che il termine prescrizionale di cinque anni entro il quale la Procura generale deve agire per responsabilità erariale decorre dal momento in cui si è verificato, appunto, il “fatto dannoso”, che, nei casi come quello affrontato dalla Corte centrale, non coincide con il momento in cui vi è l’effettivo pagamento, ma coincide con la verificazione di una fattispecie concreta che ha definitivamente riconosciuto l’obbligo di pagamento in capo all’Ente pubblico (per esempio una sentenza di condanna), nche se poi l’erogazione delle somme dovesse avvenire a distanza di molti anni. Com’è evidente, l’applicazione di tali principi sarà determinante per la sorte di numerosi giudizi per responsabilità erariale.
    (ROTO SAN GIORGIO)