• Home / CITTA / Ancora sul Pd

    Ancora sul Pd

    Riceviamo e pubblichiamo 

    A pochi giorni dalle elezioni del Partito Democratico, nutro sentimenti contrapposti: da un lato ci tengo ad esserci, a contribuire col voto al tentativo di cambiamento e superamento della crisi della politica e dell’antipolitica, da cui non nasce alcuna proposta, ma solo odio e rifiuto fine a se stesso; dall’altro sono deluso dal fatto che ci sono ancora tanti, troppi volti riciclati, espressione di una vecchia politica, non tanto anagraficamente, quanto dal punto di vista di modalità e strategie che risalgono al politichese più becero. Non credo ci siano molti coraggiosi nei candidati di punta del nuovo Partito Democratico, troppi giovani nelle retrovie e i soliti noti in prima linea che ambiscono a saltare da una segreteria all’altra. L’elettore, trovando forti motivazioni per votare e decidendo di scommettere per il bene di un’Italia incancrenita dai partiti tradizionali, dovrà pertanto stare attento a fare un’accurata selezione, lasciando correnti e gruppi di potere e selezionando quei capilista che almeno sulla carta, per l’esperienza, la freschezza, danno garanzie di affidabilità.
    Ho la grande paura che le correnti che hanno letteralmente spappolato la Margherita e i Democratici di Sinistra negli ultimi anni, specialmente in Calabria, non muoiano ma continuino a condizionare scelte e prese di posizione che mal si conciliano con l’obiettivo dichiarato da sempre del nuovo Partito Democratico, che è quello di mettere insieme esperienza, competenza e gioventù, aprendo le porte in particolare ai giovani e alle donne.
    È evidente purtroppo che, a causa del meccanismo perverso delle modalità elettive che privilegiano i primi della lista a scapito della volontà popolare, è stata fondamentale la scelta dei partiti nella composizione delle liste perché troppo spesso (basta dare uno sguardo alle liste) i giovani e le donne sono stati inseriti come riempitivo agli ultimi posti, mentre si facevano proclami di grande apertura ai giovani.
    Come lista dei “Democratici, davvero”, nella composizione delle liste (ma anche in tempi non sospetti, basti pensare al segretario regionale ed ai segretari provinciali del PDM, tutte donne) abbiamo privilegiato innanzitutto le donne, troppe volte bistrattate dalla politica, trovando un giusto mix fra politici navigati che non vivono grazie alla politica, ma per la politica, senza peli sulla lingua con obiettivi chiari e precisi, a rischio anche dell’impopolarità, e giovani donne determinate e combattive che possono portare concretamente una ventata di novità in un mondo più concentrato sulle poltrone che sui problemi quotidiani.
    L’esempio relativo al collegio di Reggio – Sbarre è lampante: sia all’assemblea nazionale che a quella regionale stiamo presentando un giovane architetto, Consuelo Nava, che incarna le caratteristiche richieste per un partito che vuole essere “rivoluzionario” quantomeno nella presenza di persone che siano espressione della vita quotidiana e che vedano i problemi e prospettino le soluzioni non dall’alto verso il basso, ma condividendo le difficoltà della gente per presentare proposte innovative.
    La Calabria ha bisogno di innovazione, culturale, sociale, ma anche tecnologica. Non possiamo pensare ancora oggi, nel 2007, che lo sviluppo passi attraverso strategie che già trent’anni fa hanno fallito, da qui la necessità di dare spazio a persone non solo preparate, ma anche con una grande apertura mentale. Per tali motivi abbiamo deciso di scommettere su Consuelo Nava, giovane, donna, professionista, con un’intensa esperienza politica come segretario di partito, così come tutte le donne che il Partito Democratico Meridionale ha voluto in questi anni lanciare in un mondo politico fino ad oggi chiuso che chiamava le donne solo come icone appariscenti o solo se figlie, mogli o sorelle di…
    Quello della lista “Democratici, davvero” vuole essere un segno, mi auguro che venga interpretato come un salto di qualità che impegnerà l’elettore a verificare la bontà della nostra proposta e i nostri rappresentanti a non tradire le grandi aspettative che i votanti avranno sul nuovo Partito Democratico.

    Domenico Paino
    Partito Democratico