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    Adiconsum e Unione Nazionale Consumatori sulle cartelle pazze

    Il fenomeno delle “cartelle pazze o a pioggia” ha ormai assunto proporzioni tali che è indispensabile intervenire ad arginare al più presto, un evento catastrofico per le famiglie reggine, che sottopone le stesse a disagi, a lunghe trafile presso gli uffici preposti, a sacrifici economici per proporre ricorso, il più delle volte senza alcun fondamento su quanto richiesto.
    L’Unione Nazionale Consumatori, già nel mese di Gennaio 2007 aveva denunciato pubblicamente anche attraverso la stampa locale i disservizi creatisi con l’invio delle “cartelle pazze” ed oggi finalmente il primo cittadino ne prende atto a dimostrazione (ove ce ne fosse stato bisogno) che le denunce non erano infondate,  e se la RE.GES. afferma che non è corretto condurre campagne sulle riduzioni di massa, a quelle che sono le legittime richieste dei cittadini ai quali è doveroso dare risposte finora assenti, l’Adiconsum e l’Unione Nazionale Consumatori, ribattono che oltre che non corretto è assolutamente illegittimo condurre campagne di pagamenti di massa, poichè così facendo non si individueranno mai i veri evasori fiscali, e si creerà solo disservizi agi utenti..
    Tale evento ribadiscono Saverio Vespia responsabile provinciale dell’Adiconsum e Saverio Cuoco  responsabile regionale dell’Unione Nazionale Consumatori, costituisce un accanimento fiscale senza precedenti, infatti la catapulta simultanea di tributi quali ICI, Canoni acqua, Eccedenza acqua TARSU, ecc., ha invaso letteralmente gli uffici postali, producendo disagi non solo economici per interi nuclei familiari,  sia quelli catalogati in fascia di povertà che rasentano ormai lo stato di miseria, sia presso le famiglie con reddito fisso, divorato interamente dal pagamento di tali tributi.
    Un nucleo familiare che abita in una unica casa di proprietà, dovrà a conti fatti versare nelle casse della RE:GES in media 3000-4000 euro.
    Basta con il continuo reiterarsi di queste inutili vessazioni proseguono Saverio Vespia e Saverio Cuoco, poste in essere in spregio di norme costituzionali, tributarie e violando perfino i minimi standard qualitativi che ogni carta di servizi dovrebbe prevedere per evitare che si ripetano meccanismi vessatori nei confronti dei contribuenti.
    In questi giorni le due associazioni di consumatori hanno raccolto numerose segnalazioni di cittadini che denunciano di aver ricevuto cartelle pazze e a pioggia e chiede quindi di sanzionare severamente comportamenti scorretti  dei diritti dei contribuenti, richiamando le istituzioni ad un  maggior rispetto per i diritti degli stessi.
    L’invio indiscriminato dei tributi è cosa ben diversa dal colpire gli evasori. Il comune ha infatti gli strumenti per poter procedere ad accertamenti e valutazioni corrette e conformi alle somme che i singoli cittadini dovrebbero pagare. Se c’è la volontà, si possono individuare i presunti evasori, invece  si ripete la solita storia, quella di un’azione a tappeto che coinvolge tutto e tutti, con contestazioni e sanzioni generalizzate. La situazione che si è creata è di grande disagio per i cittadini che hanno versato il dovuto o non devono niente e devono sacrificarsi inutilmente in code interminabili per dimostrare la loro correttezza fiscale. 
    L’Adiconsum e l’Unione Nazionale Consumatori, intraprenderanno tutte le azioni consentite per la tutela degli interessi dei cittadini, perché se è giusto che le imposte vengano corrisposte dai contribuenti, è altresì corretto che esse vengano richieste solo a coloro i quali sono tenuti a versarle e non a tutti indistintamente, tenendo presente che molti cittadini che non impugnano nei termini prescritti le “cartelle pazze”, incorreranno poi nelle severe sanzioni del fermo amministrativo del veicolo o addirittura alla eventuale ipoteca sugli immobili. I cittadini che ricevono una diffida o un sollecito non devono spaventarsi, ma verificare la fondatezza di cosa gli si chiede conservando sempre la documentazione in caso di pagamenti già effettuati.
    Si tenga presente inoltre che le lungaggini  ed i costi del sistema giustizia, costringono molti cittadini trattandosi di importi contenuti a preferire il pagamento piuttosto che opporsi legittimamente ad essi.
    Saverio Vespia e Saverio Cuoco inoltreranno nei prossimi giorni all’Autorità Giudiziaria competente un esposto, chiedendo di far luce su tale fenomeno indiscriminato di richieste di pagamento generalizzate, nel contempo si invoca un immediato intervento anche della Prefettura di Reggio Calabria, al fine di intraprendere un percorso che eviti disagi ai cittadini nell’ottica di una corretta gestione che migliori i rapporti tra fisco e cittadini, evitando i tempi di attesa agli sportelli e sopratutto disagi alle categorie deboli (anziani, disabili, ecc.).
    Chiunque voglia  manifestare il proprio disagio a riguardo, avendo già corrisposto gli importi che gli sono stati nuovamente richiesti o per errore si sia visto notificare un avviso di pagamento infondato, può contattare l’ufficio legale dell’associazione sito in Reggio Calabria, via S.Anna II° Tronco n° 1 per esporre il proprio caso.