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    A3, tir siciliani minacciano il fermo

    Cinque associazioni degli autotrasportatori siciliani chiedono l'immediato rinvio dell'apertura dei cantieri per l'ammodernamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria e minacciano il fermo dei servizi di trasporto in caso di rifiuto. Aias, Aitres, Cna Trasporti, Legacoop Trasporti e Conftrasporti hanno preso carte e penna ed hanno scritto una lettera al ministero dei Trasporti e al presidente della regione siciliana per manifestare "forti perplessità" per prevista chiusura, per oltre 5 anni, della galleria di Bagnara ed i conseguenti disagi che ne deriveranno. Le associazioni di categoria convengono sulla necessità di completare i lavori ma non ritengono valide "le alternative sinora individuate dai tecnici dell'Anas e dal ministero dei Trasporti". "Infatti – scrivono – pensare di incolonnare su una striscia di asfalto a corsia unica alternata oltre 2.000 mezzi al giorno, fermandoli per ore (nei momenti di maggiore congestione) in aree di sosta sprovviste di servizi per le merci trasportate e di comfort per i clienti, non rappresenta solo un danno economico per le aziende, ma anche un'offesa alla dignità delle persone". Anche l'ipotesi di trasferire sulle navi 800 tir al giorno, "benché condivisibile, appare allo stato attuale velleitaria perché non si dice quali dovrebbero essere i punti di partenza e di arrivo delle navi e su chi dovrebbero gravare i maggiori costi derivanti da tale scelta". Vista la situazione le associazioni siciliane degli autotrasportatori chiedono al governo nazionale di sospendere l'apertura dei cantieri sino a quando non saranno individuate soluzioni adeguate e chiedono a Cuffaro "di esercitare un ruolo attivo, di concerto anche con il presidente della Regione Calabria, per difendere gli interessi del Sud, delle regioni interessate e degli autotrasportatori; chiedono infine l'istituzione di una cabina di regia composta da rappresentanti della produzione, degli autotrasportatori, delle istituzioni e dei sindacati con il compito di monitorare permanentemente la situazione e concertare le soluzioni rispetto ai problemi che dovessero insorgere". Nella missiva Aias, Aitres, Cna Trasporti, Legacoop Trasporti e Conftrasporti `chiariscono' ai destinatari che l'eventuale rifiuto di rinviare l'apertura dei cantieri le costringerebbe "a proclamare il fermo dei servizi di trasporto perché le conseguenze di una scelta che obbedisce a un interesse generale non possono essere pagate solo dagli autotrasportatori". (Apcom)