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    Sigle confederali: “Esercito non serve”

    ''L'Esercito, dopo le missioni in Kossovo, Afghanistan e Libano, da quanto apprendiamo dagli organi di stampa, potrebbe essere impegnato nelle prossime settimane per compiti analoghi di controllo del territorio in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Una proposta non nuova nel merito, infatti, gia' nel passato tali iniziative hanno mostrato tutta la loro inefficacia non riuscendo minimamente ad arginare il fenomeno della micro e macro criminalita', ma innovativa nei numeri''. Lo sottolineano in una nota Lino Ceccarelli (Cgil-Fp), Paolo Bonomo (Cisl-Fps) ed Enzo Candalino (Uil-P.a.). ''Ben 30.000 militari dovrebbero essere impiegati per compiti che in qualsiasi democrazia occidentale caratterizzano le attivita' istituzionali delle forze di polizia. Nessuno parla, pero', dei 25.000 operatori della Polizia impiegati, per la mancata razionalizzazione del loro utilizzo, in ufficio in compiti prettamente amministrativi. E' ora -rilevano- che si passi dalle dichiarazioni pubbliche di principio sulla priorita' nell'affrontare il problema sicurezza a semplici atti e fatti, nel rispetto della legislazione vigente, concreti: assumere personale civile, anche attraverso l'economicissimo ricorso alla tanta decantata ma poco attuata mobilita', per svolgere le funzioni amministrative per liberare, di conseguenza, i poliziotti gia' addestrati in attivita' immediatamente operative''. ''Abbiamo apprezzato le recenti dichiarazioni del Ministro Amato sulla materia, ma devono tradursi -concludono Ceccarelli, Bonomo e Candalino- in fatti, sin dalla prossima finanziaria!''. (Adnkronos)