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    Sicilia, Corte dei conti indaga su ritardo consegna beni confiscati a mafia

    La Corte dei conti per la Regione siciliana ha aperto una indagine sull'ipotesi di danno erariale allo Stato dovuto ai ritardi nella consegna dei beni confiscati in via definitiva alla mafia e per il cui recupero l'amministrazione si fa carico degli oneri di gestione. I magistrati contabili, secondo il settimanale on line 'A sud'Europa' del centro studi Pio La Torre che dedica il primo numero alla gestione dei beni confiscati, starebbero passando al setaccio le procedure avviate a partire dal 31 dicembre del 2005. Dalle prime ricognizioni sarebbero emersi ritardi notevoli nella definizione dei vari passaggi: dalla confisca alla destinazione e alla consegna soprattutto a Palermo, Messina e Catania. Alcuni immobili sarebbero rimasti in una sorta di ''limbo'' tra la confisca e la consegna, periodo durante il quale i proprietari o gli affittuari, spesso parenti dei soggetti sottoposti a misure di prevenzione, hanno continuato a beneficiare del bene ormai acquisito dallo Stato. (ANSA).