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    Se Giuseppe dice basta…

    paesaggioDa un nostro concittadino, Giuseppe, riceviamo e pubblichiamo.

    Per ovvi motivi abbiamo omesso il nome dell'azienda interessata, ma da parte nostra la denuncia conserva intatta la sua dirompente valenza.

    Perchè in un Paese civile il rispetto dei più elementari diritti relativi all'attività lavorativa è la base, il fondamento della società.

     

    E, di converso, in un Paese che civile lo è solo a chiacchiere, il disconoscimento degli stessi è solo l'assist migliore per il proliferare della criminalità

    Mi chiamo Giuseppe,  lavoro da quasi sei anni. Vi vorrei raccontare la mia storia.
    Lavoravo presso un'azienda privata che si occupa di sicurezza pubblica da quasi sei anni. Ho iniziato con tanta passione accettando senza mai ribattere tutto quello che l’azienda mi chiedeva. Per i primi  quattro anni ho pagato di tasca propria le spese inerenti al rilascio del decreto e del porto d’armi, ho lavorato più dell’orario stabilito dal ccnl e non sono mai stato retribuito per il lavoro straordinario svolto. Ho lavorato in condizioni disagiate senza impermeabile d’inverno e senza un piccolo posto all’ombra d’estate, ho usato mezzi fatiscenti e pericolosi senza mai un contatto con la centrale operativa in quanto tale centrale non è mai esistita, ho svolto quasi sempre servizio di trasporto valori con dei giubbotti antiproiettile che risalivano a circa 17 anni fa e non a norma, minacciato ho svolto per ben due volte sevizio di  controllo  con la mia autovettura, non ho mai preso ferie nel periodo estivo e quelle prese mi sono state date quando ha voluto l’istituto, sono stato sempre impiegato a svolgere lavoro notturno con tutti i rischi che ci sono e non mi è mai stato consentito di girare in tutti i servizi della società,ho svolto sevizi da 12 ore e me ne hanno retribuite 6, ho svolto servizi di viabilità sotto al sole e allo smog per tantissime ore,ho percepito gli stipendi alle date decise dalla società e la quattordicesima mensilità da prendere a luglio l’ho sempre presa a rate e anche dopo il mese di settembre. Bene, queste sono tutte cose che ho fatto anche se non dovevo per preservare il mio posto di lavoro. Però arrivato ad un certo punto della mia vita ho visto quello che stavo diventando e cioè una persona sola ed infelice, sola per via del lavoro notturno ed infelice perché per via delle cose che ho dovuto sopportare il mio carattere è andato sempre più verso il chiudersi e tutti gli amici e gli amori cosi facendo si sono allontanati da me.
    Arrivati all’ottobre 2006 non sopportando più certi abusi che l’azienda perpetrava verso di noi, io ed altri 3 colleghi ci siamo decisi ad iscriverci ad un sindacato per richiedere all’azienda di sistemare quello che non andava . Da lì è iniziato il mio calvario, mi sono fatto portavoce del pensiero dei miei colleghi e in modo formale abbiamo detto all’azienda ciò che non andava. Sono susseguite denunce all’Ispettorato del Lavoro,alla Questura,alla Prefettura e alla Guardia di Finanza poiché l’azienda continuava a mancare nei nostri confronti.
    Dopo tante battaglie e mentre io ero in malattia il 16/04/2007 mi arriva a casa la raccomandata con il preavviso di licenziamento motivato da eventuali dissesti finanziari. Rimandato tale licenziamento in quanto ero in malattia, giorno 06/06/2007 alle ore 21:50 mentre mi apprestavo a montare di servizio dopo essermi ristabilito il capo settore mi voleva consegnare una lettera che decretava il mio licenziamento in tronco senza il dovuto preavviso datato 07/06/2007 giorno in cui io avrei dovuto svolgere 6 delle mie otto ore.
    Adesso mi chiedo come può un’azienda risanare dei dissesti finanziari con 900 euro al mese? Stipendio da me percepito.
    Le Istituzioni che fine hanno fatto?
    L’Ispettorato del Lavoro dopo tutte queste mie denunce cosa ha sanzionato?
    La Questura e la Prefettura come mai non si sono mosse dopo le denunce del mio sindacato?
    Come mai in questa città chi ha voglia di lavorare non lo può fare?
    Si parla sempre di legalità ma come mai la legge non ha fatto niente dopo tutto ciò?
    Se il chiedere i miei diritti vuol dire perdere il posto di lavoro vorrà dire che la prossima volta mi starò zitto!!
    Come si può chiedere aiuto agli organi competenti e non ricevere niente per far valere i propri diritti?
    Io la risposta ce l’ho………..il pesce piccolo  viene mangiato sempre dal più grande.
    Forse non ho le amicizie giuste per far valere i miei diritti o forse chi dovrebbe far rispettare certe regole si è venduto.
    Purtroppo qui vige la legge del più forte e non importa se poi a pagare sarà un povero lavoratore come me che ha sempre abbassato la testa a tutto. tanto i miei sogni e le mie bollette rimarranno solo mie.
     Con grande rammarico vi saluto nella speranza che queste cose non possano più accadere.