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    Scarcerato boss, Dda ricorre in Cassazione

    ''La motivazione posta a sostegno dell'ordinanza appare gravemente lacunosa, illogica e particolarmente carente nei punti essenziali''. E' quanto sostiene il procuratore della Repubblica aggiunto della Dda, Mario Spagnuolo, nel ricorso presentato alla Corte di Cassazione con cui chiede l'annullamento con rinvio della decisione con la quale il Tribunale per il riesame di Catanzaro ha disposto la scarcerazione del presunto boss della 'ndrangheta Francesco Muto, di 67 anni, di Cetraro, soprannominato il ''re del pesce''. La decisione dei giudici del riesame e' stata presa dopo che la Cassazione aveva accolto il ricorso presentato dai difensori di Muto, gli avvocati Michele Rizzo e Nicola Guerrera, annullando con rinvio una prima decisione sfavorevole al presunto boss. Muto, imputato nel processo Missing, e' accusato di essere stato il mandante dell'assassinio di Giuseppe Ricioppo, il 10 maggio del 1983 a Cerzeto (Cosenza). I giudici del riesame avevano accolto la tesi dei difensori di Muto, che avevano sostenuto l'inattendibilita' delle dichiarazioni dei tre collaboratori di giustizia che accusano Muto, Franco Pino, Umile Arturi e Francesco Pagano. Secondo il procuratore Spagnuolo, i giudici del riesame, nel provvedimento con cui hanno accolto il ricorso dei difensori di Muto, ''lungi dall'effettuare il nuovo esame sui temi segnalati dal Supremo collegio, si e' acquietato, nel senso che ha fatto proprie le censure evidenziate. In realta', avrebbe dovuto fare altro, approfondendo i temi sollecitati dal Supremo collegio. Approfondimento che avrebbe portato ad una diversa soluzione della vicenda''. (ANSA)