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    Sarra (AN) interviene su A3

    ''Siamo alle solite. Nonostante fosse noto, da tempo, che la tratta Bagnara-Scilla avrebbe costituito serie problematiche sui fronti della sicurezza e dell'economia interregionale di Calabria e Sicilia, riscontriamo posizioni divergenti tra i due Ministeri interessati, dei Trasporti e delle Infrastrutture. Ritardi, rinvii e differimenti relativi alla messa in sicurezza e mobilita' alternativa, che non lasciano presagire nulla di buono sul versante della viabilita' nel tratto piu' a rischio della Sa-Rc, non fosse altro che per la morfologia del territorio''. Lo afferma Alberto Sarra, presidente del gruppo di An alla Regione Calabria. ''Si viaggera' a ridosso di cantieri aperti, proprio sull'attuale autostrada con pochissime certezze e tante incognite – dice Sarra – prime fra tutte la tempistica dei lavori ed i piani di mobilita' alternativa. Su quest'ultimo punto, oltre la prevista mobilitazione pressocche' generale dei comparti 'tecnici', dalla protezione civile alle prefetture, dalle capitanerie all'esercito, polizia stradale e quant'altro sia possibile immaginare, assume una valenza prioritaria il diretto coinvolgimento delle Istituzioni regionali e provinciali a supporto delle iniziative, a vario titolo, delle Istituzioni locali dei comuni di Reggio, Bagnara, Scilla e Gioia Tauro. I lavori del V e VI macrolotto della Sa. Rc. per le implicazioni che ne derivano costituiscono una delle priorita' politiche economiche e sociali, che richiedono ampia convergenza istituzionale al di la' degli steccati politici''. ''Ora piu' che mai e' indispensabile dare un forte segnale di azioni di supporto, a largo raggio – afferma Sarra – con la precisa volonta' bipartisan di conferire agli atti decisionali una forza ambivalente. Di qui a due anni, il settore Infrastrutture e Trasporti diverra' il settore nevralgico delle Amministrazioni locali e delle economie calabresi e siciliane al punto che la gestione politica al pari della gestione tecnica, risultera' decisiva nel garantire il superamento di eventuali condizioni di staticita' territoriale con tutte le conseguenze che cio' comporterebbe a livello di collegamenti interregionali e sull'economia non solo turistica delle due Aree dello Stretto. Gli Enti territoriali, Regione e Provincia in primis, hanno l'obbligo istituzionale di assurgere, insieme ai Comuni interessati, al ruolo di Interlocutore unico e privilegiato con il Governo centrale nella consapevolezza del carattere di indifferibilita' e urgenza che riveste la gestione delle strategie operative ed il loro forte impatto socio economico sulle popolazioni calabresi e siciliane. A fronte degli atteggiamenti velatamente omissivi e contraddittori del Governo centrale, e' vitale fornire, nel caso specifico, riscontri oggettivi di condivise ed unitarie impostazioni strategiche nelle varie fasi di riorganizzazione strutturale del territorio. Necessario, quindi – conclude Sarra – dar luogo ad ''un rilevante cambio di passo ed andare oltre', sovvertendo gli attuali scenari politici caratterizzati da interventi ''di parte' per loro natura settoriali, slegati e non rispondenti alle esigenze prioritarie del momento'' . (Asca)