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    Salvi chiede scioglimento Consiglio Regionale; Loiero e Bova insorgono. Lite furibonda tra i Ds.

    consiglio_regionaleNel corso del suo intervento al convegno nazionale di Sinistra Democratica sul futuro del mezzogiorno il sen. Cesare Salvi, presidente dei senatori di Sinistra Democratica, ha chiesto le dimissioni della Giunta, lo scioglimento del Consiglio regionale. "Il fallimento del regionalismo meridionale è un`emergenza istituzionale e democratica. Si impone un ripensamento di fondo, ma anche immediate e serie iniziative politiche e istituzionali, a partire dalla regione Calabria. Sinistra Democratica chiede le dimissioni della Giunta Loiero, lo scioglimento del consiglio regionale dove siedono decine di consiglieri inquisiti e il ritorno ai cittadini calabresi per una nuova Calabria per un cambiamento profondo: una vera e propria rivoluzione meridionale e meridionalista".

    "Mi stupisce che Cesare Salvi venga in Calabria e utilizzando argomenti della destra più becera si scagli contro la giunta e il consiglio regionale. Proprio lui che dovrebbe fare almeno un po' di autocritica". Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, replicando alle affermazioni del senatore della SD che stamattina a Cosenza ha chiesto e dimissioni della Giunta regionale e lo scioglimento del Consiglio. "Da Salvi- ha aggiunto Loiero- ci si può aspettare di tutto. Ha scritto un libro contro gli sprechi della politica. Eppure è stato per 5 anni vicepresidente del Senato e altri 5 capogruppo dei Ds, ruoli non secondari per intervenire, ma il Senato, secondo una classifica del Sole 24 Ore, è l'assemblea più sprecona…Quello di Salvi è un attacco indecente, un modo per occupare uno spazio politico e niente più".

    ''E' singolare che al Consiglio regionale si imputi il fatto che vi siederebbero un numero di consiglieri indagati e su questa base se ne chieda lo scioglimento. Si tratta di un ragionamento che fa a pugni con qualsivoglia principio costituzionale o piu' semplicemente di civilta' democratica''. A sostenerlo e' il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Bova, in una lettera aperta al ministro Fabio Mussi, di Sd, che, secondo alcune notizie di stampa, avrebbe chiesto lo scioglimento del Consiglio. Richiesta avanzata oggi, a Cosenza, dal capogruppo di Sinistra Democratica al Senato, Cesare Salvi. ''L'avviso di garanzia – aggiunge – e' uno strumento per garantire l'indagato e sino ad oggi tutte le indagini in corso a carico di consiglieri si sono chiuse a favore degli indagati, con la richiesta di archiviazione da parte del pm. D'altro canto, se cosi' non fosse, cosa dovremmo dire, ad esempio, del fatto che molti valenti magistrati, proprio in queste ore al centro delle polemiche, figurano anch'essi quali persone sottoposte ad indagini per fatti legati alle loro funzioni; eppure nessuno si sogna di chiederne le dimissioni, anzi. Essi vengono giustamente difesi per il lavoro ad oggi svolto quando se ne mette in discussione la moralita' e la competenza''. ''In questo quadro – conclude Bova – risulta ancora piu' curioso il fatto che un grande numero di cittadini italiani stia protestando perche' in Parlamento siedono personaggi che non sono 'semplicemente indagati', 'rinviati a giudizio', o 'condannati in primo grado', ma che hanno subito una condanna confermata in appello e anche in Cassazione e che stanno ancora li'. Sarebbe allora forse altrettanto giusto richiedere anche lo scioglimento del 'Parlamento piu' condannato d'Europa'?''. Bova, infine, ricorda che la Calabria e' ''l'unica Regione, ad avere un regolamento interno che impone la decadenza automatica da tutti gli incarichi per i consiglieri che vengono semplicemente rinviati a giudizio per associazione mafiosa''.