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    Saladino: “Nessuno tocchi De Magistris”

    ''In questo momento di massima fibrillazione in cui tutti si sentono, giustamente in diritto di intervenire sulla vicenda giudiziaria denominata 'Why Not', voglio pubblicamente schierarmi al fianco di coloro i quali auspicano che De Magistris non venga trasferito, perche' dovra' essere lui, dall'alto della sua onesta professionalita', a chiedere che il procedimento a mio carico venga archiviato, ovvero a sostenere personalmente l'accusa qualora dovesse optare per l'esercizio dell'azione penale nei miei riguardi''. Lo afferma in una dichiarazione Antonio Saladino, uno degli indagati nell'ambito della inchiesta 'Why Not', condotta dal sostituto procuratore della repubblica di Catanzaro, Luigi De Magistris per il quale il ministro Mastella ha chiesto il trasferimento. Saladino ha poi espresso perplessita' sul fatto che ''nessuno (giornalisti, politici o giuristi) ha fino a oggi ritenuto opportuno evidenziare, occupandosi dell'argomento in questione, che le contestazioni mossemi hanno, allo stato, subito il vaglio del Tribunale del Riesame di Catanzaro con esito a me favorevole, visto che non e' stato ritenuto sussistente nemmeno il fumus delicti (che e' ben poca cosa rispetto, per esempio, alla gravita' indiziaria), per cui e' stato ritenuto insussistente il reato a me contestato. Per quel che ancor di piu' conta, tale provvedimento giurisdizionale e' stato integralmente recepito e condiviso dallo stesso PM, tant'e' che non e' stato da questi interposto ricorso per Cassazione''. ''Con grande dispiacere e malinconia – prosegue Saladino – leggo le dichiarazioni di colei che pubblicamente afferma di essere l'unica proprietaria di Why Not, seppur coadiuvata da altro socio, e nello stesso tempo si autodefinisce testimone e non indagata. Sicuramente il Pm l'avra' ascoltata nella veste di persona sottoposta a indagini e non gia' di semplice testimone in quanto, almeno nell'ambito dell'indagine Why Not, ritengo vi sia l'impossibilita' assoluta che la stessa rivesta il ruolo di semplice testimone (visto che e' l'unica proprietaria e l'unica responsabile). Sia chiaro, con cio' non voglio affermare che la stessa sia responsabile di alcunche' – precisa Saladino -ma soffermo lo sguardo su una situazione oggettiva non altrimenti interpretabile. I sentimenti di dispiacere e malinconia si trasformano, poi, in preoccupazione allorquando penso che le torture psicologiche e morali che sto subendo, unitamente a mia moglie e ai miei figli, scaturiscono da propalazioni di un soggetto con cui ho avuto scontri verbali violenti e quindi giammai la stessa nella sua verve accusatoria potra' essere definita come teste disinteressata''. E per l'ex presidente della Compagnia delle Opere della Calabria, ''si dimentica, con troppa superficialita', che non ho mai avuto alcun ruolo in Why Not, e pertanto sbaglia, mi auguro in buona fede, colui il quale mi ha indicato come direttore o comproprietario della detta societa'''. Saladino ricorda infine di avere ''reiteratamente chiesto di essere interrogato, anche al fine di ribadire quanto e' gia noto alle Forze dell'Ordine, e cioe' che non sono proprietario di ville, banche e di conti correnti all'estero''. E sottolinea che non gli e' ''mai stata contestata l'appartenenza ad alcuna loggia massonica e cio', ritengo, sull'evidente presupposto che da nessuna parte risulta una circostanza del genere perche', in effetti, inesistente. La mia cultura aborrisce la massoneria – conclude – Non saro' mai stanco di ripeterlo''. (Adnkronos)