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    Ridimensionamento Findomestic: preoccupati i sindacati

    Le Segreterie Provinciali di Reggio Calabria della Fiba Cisl e della Fisac Cgil esprimono la loro più viva preoccupazione per il forte ridimensionamento che Findomestic sta per attuare in Calabria e nella nostra Provincia.

    L’Istituto fiorentino infatti nei giorni scorsi ha presentato un piano industriale, definito irricevibile dai sindacati, che in nome della “ottimizzazione dei processi produttivi e razionalizzazione dei costi” chiede la mobilità per 360 “risorse”. E’ interessante notare che una Banca che ha presentato negli scorsi anni un bilancio sociale nel quale si parla di sviluppo sostenibile, non si preoccupi del fatto che queste 360 “risorse” hanno altrettante famiglie, spesso sono monoreddito, hanno dei mutui a carico, genitori anziani da assistere o bambini piccoli da curare.

    Il piano prevede lo smantellamento di uffici a Cosenza e Reggio Calabria e, in particolare, per la nostra Provincia si andrebbe a chiudere l’unità di recupero crediti oltre ad un ufficio commerciale che in complessivamente occupano 28 persone che, nell’ipotesi più ottimistica, sarebbero destinate alla sede di Napoli.

    Ovviamente una tale circostanza sarebbe una vera iattura per il lavoratori reggini e per le loro famiglie. Qui non si tratta di volere lavorare sotto casa ma si tratta della vera e propria sopravvivenza di nuclei familiari che verrebbero costretti a divisioni forzate. Con questo meccanismo forse si vorrebbe costringere alle dimissioni i lavoratori che non possono certamente sostenere i costi di un abitazione a Napoli dove gli affitti hanno una media di 800/1000 euro mensili.

    C’è da aggiungere che non ci troviamo davanti ad un’azienda in crisi o in difficoltà: il comparto del credito a consumo è in forte crescita e la Findomestic negli anni ha trovato proprio nel Sud Italia uno dei suoi bacini più fertili. L’ufficio recupero crediti di Reggio Calabria non è assolutamente un carrozzone: è composto da persone giovani e motivate e che raggiungono performance di tutto rispetto. Non si capisce che motivazione potrebbero avere a lavorare a 500 Km da casa.

    Ancora una volta dunque il lavoro viene sacrificato sull’altare del profitto e ancora una volta sono le parti più disagiate del Paese a farne le spese. Questi lavoratori hanno a cuore le sorti della loro azienda più degli stessi amministratori delegati che oggi ci sono e domani non ci sono.

    Le scriventi organizzazioni sindacali sono già impegnate ad ogni livello territoriale e pronte a mobilitarsi nel seguire a fianco dei lavoratori l’evolversi di questa vicenda che sta sconvolgendo la vita di decine di famiglie.