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    Reggio, le previsioni occupazionali della Camera di Commercio

    Le previsioni occupazionali ed i fabbisogni professionali delle imprese innovative nella provincia di Reggio Calabria: rallenta la crescita dell’occupazione, ma è alta la richiesta di professionalità


    Nel 2007, il mercato del lavoro nella provincia di Reggio Calabria, è caratterizzato da un fenomeno di ristrutturazione con un consistente aumento delle uscite, determinato probabilmente anche da pensionamenti, non controbilanciato da un incremento sostenuto delle assunzioni previste. Il fenomeno di ristrutturazione, che è stato già oggetto di approfondimenti con un comunicato stampa diffuso lo scorso 10 luglio, ha interessato in misura ancora più evidente il settore delle imprese innovative.
     
    Attraverso uno specifico Sovracampionamento (maggior numero di interviste) giunto alla sua terza annualità, in un settore ritenuto di importanza strategica per lo sviluppo dell’economia locale, definito “distretto delle imprese innovative”, il Sistema Informativo Excelsior coordinato a livello nazionale da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro e curato, in ambito provinciale,  dalla Camera di Commercio di Reggio Calabria, ha analizzato le previsioni occupazionali e fabbisogni professionali delle imprese del terziario avanzato e del settore della meccanica più innovativa, presenti sul territorio provinciale.

    I DATI
    Si riduce la percentuale delle imprese del “distretto” che prevedono i effettuare assunzioni (dal 30% dello scorso anno al 23%).
    Complessivamente si prevedono 110 nuove assunzioni, a fronte delle quali sono previste 130 uscite, con un saldo negativo per circa 30 unità (-2% in termini percentuali, contro un dato medio provinciale  intersettoriale pari a +0,4%).
    E' interessante segnalare che rispetto alle previsioni formulate lo scorso anno (2006), le entrate programmate dalle imprese innovative si riducono da 140 a 110 unità; le uscite crescono invece da 90 a 130 unità, cosicché il saldo passa da +50 a -30 unità (e da +3,1% a -2% in termini percentuali).
    Tale inversione di tendenza, insieme alla netta riduzione della percentuale di imprese che dichiara di assumere, segnala pertanto un certo peggioramento del clima congiunturale nel "distretto", che sembra essere più accentuato nel caso delle grandi imprese.
    A ciò si aggiunga che, in aggiunta alla previsione di 110 nuove assunzioni, le imprese del distretto hanno previsto, sempre nel 2007, l'utilizzo di un numero molto limitato di contratti di collaborazione a progetto.

    L’approfondimento settoriale ha confermato alcune tendenze rilevate negli anni precedenti: quasi il 54% delle assunzioni è indirizzato a persone fino ai 29 anni; per quasi il 70% delle entrate previste nel distretto, è un requisito di rilievo ai fini dell'assunzione una precedente esperienza lavorativa (professionale o almeno nello stesso settore). Si conferma pertanto, analogamente alla indagine 2006, un'apparente incongruenza tra la forte richiesta di esperienza e l'ampia propensione all'inserimento di persone giovani.
    Considerando la consistente quota delle assunzioni con titolo di studio elevato (nel 23,6 % dei casi è richiesto un titolo universitario, contro una media provinciale intersettoriale pari a 6,3%), ciò potrebbe significare che le imprese innovative locali preferirebbero inserire persone giovani ma che abbiano già svolto, durante il percorso formativo, esperienze lavorative e/o di tirocinio o stage almeno per brevi periodi.

    Dall’indagine Excelsior emerge anche una evidente difficoltà di reperimento che interessa soprattutto le piccole imprese, dove una figura su due risulta difficile da trovare, sia a causa della generale carenza di figure operaie, sia per la minore capacità delle imprese minori di sviluppare adeguate politiche di ricerca e selezione del personale.
    Ciò potrebbe frenare sensibilmente i programmi di attività delle imprese, in un distretto tra i più dinamici nell'economia provinciale ma che al momento presenta prospettive occupazionali di segno negativo. Questo è certamente un punto critico che l'indagine mette in evidenza per il secondo anno consecutivo e che potrebbe richiedere interventi adeguati, per esempio sul versante dell'offerta formativa.

    Un ulteriore dato da rilevare è la distribuzione delle assunzioni previste per gruppi professionali. E' interessante, in primo luogo, la quota molto elevata di figure specialistiche e tecniche (38%). Gli operai più o meno specializzati rappresentano poco meno della metà delle figure richieste, cui si aggiunge un ulteriore 10% di figure amministrative di livello intermedio. Si può inoltre rilevare la quota molto contenuta del personale non qualificato, che non va oltre il 4% e che raggiunge invece il 14% nella media provinciale. Tale struttura ribadisce un elevato livello di fabbisogno professionale nel settore.

    Vale la pena infine accennare al fatto che nel corso del 2006 oltre un quarto delle imprese del distretto ha effettuato attività di formazione per i propri dipendenti; tale quota risulta molto più elevata nelle imprese con almeno 50 dipendenti (dove 7 imprese su 10 hanno risposto affermativamente a questa domanda).