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    Reggio, inaugurato C.P.O commissione pari opportunità Sindacato giornalisti

    La Consigliera di Parità Stella Ciarletta,ha inaugurato lo sportello C.P.O. della Commissione Pari opportunità del sindacato dei giornalisti della Calabria, nella sede di Via Biagio Camagna di Reggio Calabria. 
    Sono intervenuti il segretario del Sindacato dei giornalisti della Calabria Carlo Parisi e la coordinatrice regionale della CPO, Catia Acquesta
    "L'inaugurazione dello Sportello – dichiara la Ciarletta – rappresenta l'avvio di un'attività di supporto per le professioniste calabresi ma anche tappa di un percorso intrapreso con il Sindacato dei giornalisti nel giugno scorso. Infatti dopo il primo incontro avvenuto presso la sede del Sindacato, il mio Ufficio ha immediatamente collaborato per la stesura di un Protocollo d'Intesa e la costruzione di un servizio di assistenza legale tarato sulle esigenze particolari di quelle donne che decidono di intraprendere l'affascinante carriera di giornalista".
    Secondo Stella Ciarletta "la perdurante carenza di donne nei ruoli decisionali e di vertice è assolutamente trasversale e interessa tutti i settori e gli ambiti della nostra società, dalla politica all'economia; anche in quelle professioni in cui le donne costituiscono la maggioranza delle lavoratrici. In particolare, tra i giornalisti, nonostante sia fortemente in crescita il numero delle donne che esercitano con competenza e professionalità la professione, ancora trascurabile è il dato relativo alla presenza nei posti di responsabilità (nelle redazioni dei quotidiani, nei Cda delle emittenti pubbliche e private, ecc..). Pur in costante aumento in termini numerici e con competenze solide e riconosciute, le donne r isultano praticamente assenti dalle posizioni di vertice e anzi paradossalmente in alcuni casi all'aumentare del dato numerico relativo all'occupazione al femminile risulta diminuita la percentuale di donne che accedono alle posizioni apicali. È il caso dei quotidiani, dove le donne direttore dal 3,30% nel 2002, passano all'1,85% a fine 2006 contro il 98,15% dei colleghi direttori, mentre nel complesso la composizione di genere passa dal 24,23% al 26,79% per le donne, mentre gli uomini diminuiscono dal 75,77% al 73,21%. Lo stesso trend anomalo caratterizza i periodici. E le emittenti tv private nazionali e la Rai, a fronte di un saldo positivo (3,44%) sulla variazione percentuale nel periodo 2002 – 2006 della presenza femminile sul totale, registrano che con riferimento alla posizione di direttore e vice capo servizio le donne diminuiscono: le prime dell'0,86%, le seconde del 7,22%. Crescono invece le presenze delle vice direttore anche se solo del 2,68%, quelle delle capo redattrici del 3% e delle vice capo redattrici del 4,33%, del redattore ordinario e del redattore di prima nomina di oltre il 3%, aumentano a dismisura le collaborazioni regolate da art.2, art.12, e art.36: 4,38%, 13,10%, 10%,e anche le praticanti sono per il 5,25% in più dei colleghi giornalisti".
    "Sono dati che fanno riflettere. Poche donne nei luoghi in cui si definiscono le linee editoriali, si adottano le strategie di marketing, si elaborano i contenuti da trasmettere, produce delle conseguenze dirette sulla qualità dell'informazione prodotta, spesso – ha concluso Ciarletta – caratterizzata da vecchi stereotipi di genere o da forme subdole di mercificazione, svilimento o di semplice superficialità nell'approccio alla figura femminile"