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    Reggio: il 70% delle imprese paga il pizzo

    Genera un giro d'affari di 10 miliardi di euro l'anno. A gestirlo e' quasi esclusivamente la criminalita' organizzata. Che impone a 160.000 commercianti italiani il 'versamento' di ben 6 miliardi. E' il mercato del 'pizzo', ramificato in tutto lo stivale, ma soprattutto al sud dove sembra che gli unici esentati dal pagamento siano coloro che sono gia' affiliati alla mafia. I dati sono nel IX rapporto di Sos impresa Confesercenti, 'Le mani della criminalita' sulle imprese'. Ogni giorno, secondo i numeri contenuti nel documento, 200 milioni di euro passano dalle mani degli imprenditori e quelle dei mafiosi, e di questi 80 milioni sono a vario titolo sborsati dai commercianti. Il pizzo, si spiega nel rapporto, e' un fenomeno diffuso soprattutto nelle grandi citta' metropolitane del sud. In Sicilia sono colpiti l'80% dei negozi di Catania e Palermo. Pagano il pizzo il 70% delle imprese di Reggio Calabria, il 50% di quelle di Napoli, del nord Barese e del Foggiano con punte, nelle periferie e nell'hinterland di queste citta', che toccano la quasi totalita' delle attivita' commerciali, della ristorazione, dell'edilizia. In queste zone, si afferma nel rapporto, ''gli unici a non pagare il pizzo sono le imprese gia' di proprieta' dei mafiosi o con cui essi hanno stabilito rapporti collusivi e affaristici''. Sos impresa stende quindi una mappa del pizzo del mondo del commercio, e si scopre cosi' che in Sicilia i commercianti coinvolti sono 50.000, cioe' il 70% del totale. In Calabria la percentuale scende al 50%, pari a 15.000 commercianti, mentre in Campania sono 40.000 (40% del totale). In Puglia i commercianti coinvolti sono 17.000 (30%), in Basilicata sono 1.000 (10%), nel Lazio 6.000 (10%), in Abruzzo 2.000 (10%), in Lombardia 5.000 (5%), in Piemonte 2.000 (5%), in Emilia Romagna 2.000 (5%) mentre nelle altre regioni i commercianti coinvolti sono 20.000, pari al 6% del totale. Secondo i dati forniti da Sos impresa l'esercito della mafia e' composto da circa 20.000 affiliati. In particolare fanno parte di 'cosa nostra' 5.500 soggetti, alla 'ndrangheta' appartengono 6.000, alla 'camorra' 6.700 e alla 'sacra corona unita' 2.000. La camorra genera un giro d'affari annuo pari a 28 miliardi di euro, la 'ndrangheta arriva a 35 miliardi, mentre 'cosa nostra' 'fattura' 30 miliardi. Il giro d'affari complessivo dei reati a danno del commercio e' di 77,8 miliardi di euro. Di cui 30 mld provengono dall'usura, 10 mld dal racket, 7 mld da furti e rapine, 4,6 mld dalle truffe. E ancora 2 mld dal contrabbando, 7 mld dalla contraffazione, 13 mld dall'abusivismo e 4,2 mld dal cybercrime. (Adnkronos)