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    “208”, l’apprezzamento di Ferraro

    Dal vicepresidente del Consiglio comunale, Bruno Ferraro, riceviamo e pubblichiamo 

    Una giornata “storica. Come altro si può definire la giornata in cui un simbolo del degrado di Reggio “il 208” è stato raso al suolo. Dopo 40 anni di sterili passerelle parolaie              sull’argomento, le ruspe hanno riconsegnato alla città ed al nobile rione di Sbarre un pezzo di territorio che sembrava avulso da qualsiasi tentativo di urbanizzazione. Ma non è stato solo, sia pur importante, lo sgombero dei “Rom” ma il modello di confronto e di dialogo tra l’Amministrazione Scopelliti, la Circoscrizione e l’opera Nomadi a mio parere a far scuola.
    Pazienza e moderazione che danno il senso di un’ azione politico amministrativa che potrebbe e dovrebbe essere presa a riferimento da altre città in cui esiste il problema. Quindi alla politica del “dire”  che tanto fastidio dà alla gente ed alimenta la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni, alla politica del “fare” esplicitata da Scopelliti e dalla maggioranza di Centro –Destra che mantiene gli impegni presi in Campagna Elettorale.
    Ora bisogna pensare a lavorare per rilanciare Sbarre e il suo territorio liberato dal vergognoso fardello di 40 anni d’indifferenza . E’ importante anche per questo ricordare il plauso di esponenti della Sinistra a Scopelliti quale auspicio di una rinnovata sinergia al servizio della Città.
    Adesso, tutti insieme, sogniamo un Ospedale Morelli completato in ogni sua parte e attivato a pieno regime con il fiore all’occhiello del Polo Riabilitativo.
    In conclusione se una lezione si deve trarre  dalla caduta del Muro di Berlino (il 208) a Reggio è che l’istituzione Comune è quella più vicina ai bisogni della gente e che è onestà intellettuale riconoscere i meriti dell’avversario politico quando opera bene, così come è giusto criticare quando opera male. Il resto è noia.