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    Pdci: “Su De Magistris intervenga Napolitano”

    La federazione calabrese del Pdci definisce "inaccettabile" e "inquietante" la richiesta del trasferimento di Pm di Catanzaro avanzata dal Guardasigilli Clemente Mastella, sollecitando un intervento diretto del capo dello Stato nella duplice funzione di presidente della Repubblica e del Csm. "La richiesta del Ministro Mastella di trasferimento di ufficio del sostituto procuratore di Catanzaro dott. De Magistris, in uno a quello contestuale del Procuratore Lombardi, introducono nel contesto dell'attualità politic- si legge in una nota diffusa dal responsabile giustizia del Pdci calabrese Piero Granata – un inaccettabile salto di qualità dai contorni inquietanti. Sembra infatti evidente che dietro il formalismo delle non meglio precisate esigenze di ordine deontologico che avrebbero arrecato danno all'ufficio giudiziario del capoluogo calabrese, come si legge nei comunicati di via Arenula, si sia mandato all'esterno – più o meno volutamente – un segnale che travalica ogni ambito tecnico della questione per debordare nell'agone politico". "Si tratta di una decisione che, nella soluzione del contrasto tra i due magistrati, solo apparentemente può definirsi "pilatesca" o "salomonica" ma che al contrario produce in sostanza un unico effetto: quello di sottrarre al dott. De Magistris le delicatissime indagini che stava conducendo. Infatti è noto a tutti – per esserne stato già dato ampio risalto sui mezzi di informazione – che di qui a pochi mesi per effetto dell'applicazione della riforma del sistema giudiziario il dott. Lombardi avrebbe comunque dovuto lasciare l'ufficio di Catanzaro", prosegue la nota. "L'effetto che tale decisione comporta è perciò – argomenta ancora il Pdci calabrese – quello di riprodurre nell'opinione pubblica quegli stessi scenari di sottrazione al processo o di delegittimazione della magistratura a tutto vantaggio di un ceto politico – questa volta trasversale – che potrebbe omologare l'attuale coalizione del Governo dell'Unione a quella della CDL che l'ha preceduta ed accrescere ulteriormente quel dilagante clima di sfiducia da parte dei cittadini non solo nella politica quanto soprattutto nelle istituzioni". "I Comunisti Italiani – conclude la nota – chiedono l'intervento del Presidente della Repubblica tanto in veste di massima autorità del Consiglio Superiore della Magistratura quanto di primo custode dell'ordine Costituzionale, affinché tale deriva abbia a cessare e dunque siano ancora una volta salvaguardati i principi della obbligatorietà dell'azione penale e quello del giudice naturale che rappresentano i cardini su cui poggia l'ordinamento e la stessa certezza del diritto e che oggi vengono indirettamente minacciati. La prosecuzione dell'esperienza dell'Unione, sia a livello regionale che a livello nazionale, deve passare anche attraverso la concretezza di tali fondamentali passaggi e l'affermazione in concreto di tali principi. La maggioranza dei cittadini calabresi vuole che i processi vadano avanti anziché essere insabbiati e che siano la legalità e l'uguaglianza a regnare sovrani. I Comunisti Italiani perciò sono e resteranno schierati dalla loro parte". Resp. Giustizia – Pdci Calabria