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    Partito Democratico, il documento di Crotone

    Di seguito il documento relativo al Partito democratico calabrese approvato all'unanimità a Crotone e letto all'Assemblea dal Presidente del consiglio regionale, Giuseppe Bova 

    Attraverso l’odierna assemblea di Crotone si vuole ribadire, con serenità ma con determinazione, la volontà di assumere liberamente, anche in Calabria, una responsabilità piena e diretta nella costruzione di un soggetto politico nuovo: il Partito Democratico.
    Così come avvenuto il 16 giugno scorso a Lamezia Terme, in coerenza con quanto deciso solennemente in quell’occasione e, come sempre, agendo in maniera trasparente e lineare.
    I tempi per tradurre in atti concreti tali principi e propositi sono ormai assai stretti. Fra poco, infatti, inizierà il confronto democratico delle primarie il cui esito sarà sancito dal risultato del prossimo 14 ottobre. Ed in questo quadro, l’assemblea ribadisce oggi la propria convinta disponibilità ad avviare un confronto ed a produrre una sintesi unitaria con tutti coloro i quali hanno già lealmente condiviso, o intendono condividere, le solenni decisioni assunte a Lamezia Terme proprio lo scorso 16 giugno.
    La risoluzione assunta quel giorno ha un titolo assai impegnativo, quello di “Patto per l’autonomia e l’autogoverno dei calabresi”. In essa si è chiaramente posto quale obiettivo cardine ed orizzonte da perseguire l’imperativo secondo il quale debbono necessariamente risiedere in Calabria sia il cuore che il cervello di un siffatto processo. E’ fermo, infatti, il convincimento che i calabresi sono persone non solo testarde e determinate ma, in gran parte, oneste, laboriose e capaci di operare e di mettersi in gioco, rischiando in proprio per il futuro della Calabria.
    Tutto deriva da un postulato più di fondo, quello che la politica, la scienza del bene comune, attraverso la rete fitta dei doveri e dei diritti delle cittadine e dei cittadini, debba rimanere pane quotidiano della gente comune che, senza particolari doti aggiuntive, può, in quanto tale, essere chiamata a assumere compiti di responsabilità e di mandato.
    Tale scelta prioritaria è il portato del convincimento che le gravi insufficienze e le responsabilità della politica, per il passato ed il presente, siano dovute soprattutto ad un deficit di partecipazione e di ampia e diretta assunzione di responsabilità. A tal fine si intende operare sin da subito per correggere nel profondo tali limiti, opponendosi attivamente all’idea, assai fallace e pericolosa, che il futuro stia nell’antipolitica,  nelle mani di poche o singole persone “speciali” cui affidare il proprio destino.
    Più specificamente, è legittimo e doveroso affermare che, anche in Calabria, sono risorse valide e sperimentate i dirigenti e gli iscritti ai partiti che si stanno sciogliendo per contribuire alla nascita del PD. Dirigenti ed iscritti che, attraverso congressi assai partecipati, hanno rispettivamente ricevuto e conferito mandato ad impegnarsi in siffatta impresa, inedita e straordinaria. Essi, alla pari dei semplici cittadini che per la prima volta lo vorranno fare, potranno cimentarsi nella costruzione del partito nuovo e divenirne classe dirigente. Questo ha, tuttavia, un solo vincolo: quello che i necessari processi di rinnovamento, anche radicale, vengano decisi liberamente in Calabria.
    L’odierna assemblea di Crotone è, conseguentemente, l’incontro tra quanti pensano e vogliono impegnarsi, e si batteranno allo spasimo perché il futuro Partito Democratico in Calabria nasca e si affermi con questi precisi comandamenti, sia autentica espressione di pluralismo e di governo collegiale dei processi e delle dinamiche nella società. 
    Contro la mafia, i mafiosi ed i corrotti, per la libertà ed il futuro di questa terra, un progetto tra liberi ed eguali, non chiedendo a nessuna persona onesta da dove viene ma dove vuole andare, e se è disponibile ad impegnarsi per un obiettivo alto e nobile che è essenziale per curare i mali che da troppo tempo travagliano la Calabria.