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    Partito democratico: chiuse le candidature, ma è polemica sulle donne

    La temuta candidatura unica alle primarie del Pd alla fine non ci sara' nemmeno a livello regionale: il patto tra il vertice dei Ds e gli ex popolari per una spartizione delle candidature alle segreterie regionali ha prodotto situazioni di malcontento che hanno favorito la presenza in tutte le regioni di piu' concorrenti. Al candidato ''ufficiale'' legato a Walter Veltroni se ne affiancano cosi' altri, collegati a Rosy Bindi o Enrico Letta, o espressione della base regionale di Ds e Dl, come e' avvenuto in Campania. Intanto, la scarsezza di candidature femminili alla segreteria regionale del Pd ha paradossalmente creato una polemica tra le stesse donne dell'Ulivo. La componente locale ha fatto saltare in molte regioni la candidatura unitaria. Per esempio in Piemonte a Gianluca Susta, sostenuto dalle segreterie nazionali di Ds e Dl, si contrapporra' Gianfranco Morgando, esponente dei Popolari che a livello romano appoggiano il suo avversario. In Friuli sono stati i Ds locali a ribellarsi all'indicazione nazionale: ed ecco la candidatura di Bruno Zvech alternativa a quella ufficiale di Gianfranco Moretton, con una polemica che ha ricordato i toni da ''Peppone e don Camillo'', come ha detto Francesco Russo, a sua volta candidato legato ad Enrico Letta. Tentera' la scalata anche Enzo Barazza, gia' sindaco di Udine, collegato alla Bindi. In Campania i mal di pancia hanno generato quattro candidati. Tino Iannuzzi e' appoggiato dal governatore Antonio Bassolino, da Ciriaco De Mita e dal ticket Veltroni-Franceschini. Ma moltissimi amministratori e dirigenti locali di Ds e Dl sosterranno Salvatore Piccolo, di area popolare. Ad essi si aggiungono il rutelliano Sandro De Franciscis e il professor Eugenio Mazzarella, vicino a Letta. Ma oggi Piccolo ha proposto un'intesa programmatica a De Franciscis e Mazzarella. Anche in Sicilia i ''coraggiosi'' di Rutelli hanno un proprio uomo, Ferdinando Latteri, gia' rettore a Catania, che sfidera' il candidato ufficiale Francantonio Genovese, sindaco di Messina. Terzo incomodo sara' il primo cittadino di Caltanisseta, Salvatore Messana, vicino a Enrico Letta. Un caso a se' e' costituito dalla Sardegna: Antonello Cabras, sostenuto da Ds e Dl, sara' sfidato dal governatore Renato Soru, amico di Letta e Veltroni, nonche' da Filippo Spani, indipendente anch'egli vicino a Letta. L'Emilia-Romagna riproporra' invece a livello regionale la sfida nazionale. Infatti, sono in lizza tre candidati collegati rispettivamente a Veltroni, Bindi e Letta. Il primo e' Salvatore Caronna, il secondo Antonio La Forgia, e la terza e' Palma Costi, una delle pochissime donne in corsa in tutta Italia. Le altre quattro sono collegate a Rosy Bindi; si tratta di Cristiana Bandinelli in Toscana, Serena Innamorati in Umbria, Mariolina Intrieri in Calabria e Carla Flick in Liguria. E l'esclusione delle donne dalle candidature alle segreterie regionali ha fatto infuriare l'ulivista Franca Bimbi, vicina ad Arturo Parisi, che ha accusato Vittoria Franco, capo delle donne Ds, rea di essersi attenuta a una linea pragmatica e di aver detto ''meglio poche che niente''. A difesa di Vittoria Franco e' scesa in campo Roberta Pinotti che ha definito ''ingenerosa'' la critica. ''Credo che Franca Bimbi stia sbagliando sia l'obiettivo che il metodo – ha replicato la Franco -la promozione delle donne e' una cosa seria e non si risolve con la polemica tra donne. Ognuna deve fare la sua parte''.(ANSA).