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    Palmi, protestano i detenuti

    Da ieri i detenuti della sezione a Elevato Indice di Vigilanza (Eiv) del carcere di Palmi (Reggio Calabria) hanno avviato una protesta pacifica ma ad oltranza, per denunciare le precarie condizioni in cui vivono. Hanno esposto le loro ragioni in una lettera aperta indirizzata a tutti gli organi competenti, Dap, Prap Calabria, Direzione del carcere, associazioni e Magistratura di Sorveglianza. Nonostante numerosi solleciti e ben due interrogazioni parlamentari (rimaste senza alcuna risposta) presentate dai Senatori Maria Luisa Boccia e Fosco Giannini dove, oltre all'incostituzionalita' di ''questa specie di gironi danteschi che sono le sezioni Eiv in cui vengono arbitrariamente sospesi i diritti dei detenuti'' (motivo per cui l'Italia e' stata piu' volte richiamata sia dalla Corte Costituzionale che dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ed invitata a colmare il vuoto normativo creatosi) si evidenziava la ''totale assenza di percorsi trattamentali e culturali, riducendo gli uomini li' reclusi simili a vegetali costretti a trascinarsi dalla cella al passeggio e viceversa. Niente scuola, niente corsi di formazione, nessuna attivita' lavorativa, nessun laboratorio culturale''. Per la Direzione gli adeguamenti previsti nel Dpr 230/2000 sono consistiti solo nella pitturazione (esterna) delle mura perimetrali del carcere e qualche altro ritocco al "trucco". Ma l'aspetto che piu' affligge i detenuti e' la costrizione, inumana, del divisorio della sala colloqui che estende la pena anche ai familiari, ai bambini che, a volte, non arrivano neanche a "guardare" oltre quel muro. Nella lettera si chiede al ministro della Giustizia Clemente Mastella di rispondere alle interrogazioni parlamentari poste, dove si sollecita anche un'ispezione ministeriale all'interno del carcere. (Adnkronos)