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    Omicidio Fortugno, al processo alcune discordanze

    Alcune discordanze circa la presenza di alcuni oggetti nella Fiat Uno bianca che, secondo l'accusa, e' stata utilizzata dai killer subito dopo l'omicidio di Francesco Fortugno, sono emerse nel corso della testimonianza del comandante della sezione investigativa scientifica dei carabinieri di Reggio Calabria, Salvatore Leva. Il sottufficiale dei carabinieri e' stato sentito stamani nel corso del processo a presunti mandati ed autori materiali dell'omicidio Fortugno. Leva intervenne sul luogo dell'omicidio dove effettuo' i rilievi scientifici e noto' anche che il cancello posteriore di Palazzo Nieddu era chiuso con una catena ed un lucchetto. Due giorni dopo l'omicidio, Leva torno' nuovamente a Locri dove effettuo' i rilievi scientifici sulla Fiat Uno bianca utilizzata dai killer per fuggire dal luogo dell'omicidio. Il sottufficiale dei carabinieri, rispondendo alle domande dei pubblici ministeri Colamonici e Andrigo, ha riferito ai giudici della Corte D'Assise che all'interno del mezzo trovo' un giubbotto di jeans ed alcune bottiglie e che non furono rilevate impronte digitali. L'Avvocato Eugenio Minniti, difensore di Domenico Audino, nel corso dell'udienza ha fatto rilevare che dagli accertamenti compiuti sull'automobile dai carabinieri del Ris di Messina furono trovati altri oggetti tra cui anche alcune monete.(ANSA)