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    Nucera (Udc) difende l’ospedale di Scilla

    “L’istituzione del centro di ricerca per cellule staminali deve costituire un volano di sviluppo per Scilla e per l’ospedale “Scillesi d’America”, solo a patto di mantenere e potenziare i reparti già esistenti”. Il consigliere regionale del gruppo Udc, Giovanni Nucera, si schiera a difesa del nosocomio scillese, riferendo quanto emerso da un incontro, promosso dal sindaco Gaetano Ciccone, tenutosi nei giorni scorsi nella sala convegni del Castello Ruffo di Scilla. “All’incontro cui ho partecipato – afferma Nucera – erano presenti, tra gli altri, alcuni sindaci dei comuni della zona, il commissario straordinario dell’Asp5, Renato Caruso, e il manager dell’azienda ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelli”, Leo Pangallo”.  Il tema oggetto dell’incontro è stato il futuro dell’ospedale “Scillesi d’America”, che secondo quanto prospettato dal nuovo piano sanitario regionale dell’assessore alla sanità Doris Lo Moro dovrebbe ospitare un Istituto sperimentale di medicina clinica avanzata, con cell factory per la produzione e applicazione delle cellule staminali.  Nucera, nel riferire quanto emerso dall’incontro, pone dei paletti ben precisi al “riassesto” promettendo, in caso contrario, battaglia in Consiglio regionale “a tutela del diritto alla salute di un bacino di cittadini che comprende non solo Scilla, ma anche tutti i Comuni limitrofi e quelli delle zone interne”.  “Nessuna opposizione – riepiloga il consigliere regionale Udc – all’ipotesi della costruzione del centro, a patto che non pregiudichi la funzionalità dei reparti già operanti, che invece vanno potenziati ulteriormente”.  “La scelta dell’ospedale di Scilla per la creazione dell’istituto sperimentale – prosegue – deve rappresentare in primo luogo un giusto riconoscimento per l’alto grado di professionalità raggiunta da tutti gli operatori della sanità che in quel nosocomio hanno operato in questi anni permettendo di raggiungere risultati lodevoli, come dimostrato dai dati sulle degenze. In secondo luogo il nuovo centro può rappresentare un volano di sviluppo anche sul piano socio-economico per il Comune di Scilla”. “Ovviamente – avverte Nucera – tutto ciò non può prescindere dalla naturale destinazione dell’ospedale che non a caso si intitola agli “Scillesi d’America”, perché è grazie all’impulso degli emigrati che nel dopoguerra è nato il presidio ospedaliero”.   Fu grazie al loro impegno che l’ospedale fu costruito: “Gli emigrati degli stati di New York, del Connecticut e del New Jersey raccolsero i fondi necessari per la costruzione dell’ospedale, per regalare ai cittadini della loro terra natale la possibilità di essere curati tempestivamente, ed efficacemente, senza dover allontanarsi dai loro affetti familiari”. “Se la politica di ieri, lodevolmente in quell’occasione sostenne l’iniziativa popolare, la politica di oggi non si può permettere di cancellare con un tratto di penna una delle pagine più significative della storia scillese”. “L’ospedale fu frutto della volontà popolare, che non dev’essere sinonimo solo di “elezioni”. Quella volontà popolare va rispettata e, se del caso, difesa”.