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    Mastella: “Da De Magistris gravi irregolarità“

    Sono state riscontrate "gravi irregolarita'" nella gestione di alcuni procedimento penali assegnati al pm di Catanzaro Luigi De Magistris. Lo ha detto il ministro della Giustizia Clemente Mastella, rispondendo al question time. In particolare "tali irregolarita' hanno avuto effetti negativi – ha detto il ministro – sul procedimento denominato 'Toghe lucane'".Tra le irregolarita' riscontrate nella gestione del pm di Catanzaro De Magistris, Mastella ha parlato di "gravi anomalie" del decreto di perquisizione del 5 giugno 2007 nei confronti del dottor Tufano, procuratore generale presso la Corte di Appello di Potenza, ed altri, eseguito il 7 giugno 2007 ed annullato dal Tribunale del riesame il 3 luglio 2007. "In particolare – ha precisato il Guardasigilli – e' emersa la non pertinenza della motivazione del suddetto decreto, laddove vengono richiamati procedimenti penali sforniti di attinenza ai reati ipotizzati, con conseguente illegittima diffusione dei relativi atti di indagine e violazione del diritto alla riservatezza di persone completamente estranee ai fatti e tuttavia impropriamente citate per circostanze del tutto indifferenti ai fini della motivazione dell'atto". Il ministro della Giustizia ha rilevato a carico di De Magistris anche la violazione del dovere di preventiva informazione nei confronti del Procuratore della Repubblica Mariano Lombardi, capo dell'ufficio e codelegato alla trattazione del procedimento. Nell'ambito di altri procedimenti penali sono state, inoltre, rilevate l'omissione della richiesta di convalida di un provvedimento di fermo nei confronti di piu' indagati, nonche' l'adozione di un decreto di perquisizione anch'esso in violazione del dovere di informazione verso il capo dell'ufficio. Sono state, poi, rilevate analoghe anomalie nella gestione di altro delicato procedimento penale coassegnato a De Magistris, denominato "Poseidone", "ove il magistrato ha omesso di iscrivere nel registro degli indagati i nominativi di un generale della Guardia di Finanza e di un parlamentare, nonostante il compimento di atti di indagine nei loro confronti, e non ha informato gli altri magistrati coassegnatari in merito alle iniziative assunte. Egli, inoltre, benche' non piu' legittimato a procedere, poiche' era intervenuta la revoca della codelega, compiva un ulteriore e importante atto del procedimento, disponendo la trasmissione degli atti ai sensi dell'art. 11 c.p.p. alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, sottraendone cosi' la disponibilita' ai magistrati coassegnatari". (AGI)