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    Martino sulla Caserma Mezzacapo

    Per i lavoratori del Comando regionale Forze di Reclutamento di Reggio Calabria sono iniziate le procedure di reimpiego. Conseguenza del decreto, emanato lo scorso dicembre, dal Ministero della Difesa, che concerne la ristrutturazione dell’area operativa. In pratica, una serie di provvedimenti di soppressione e riorganizzazione degli enti della Difesa, che interesseranno tutte le Forze Armate, ed in particolare l’Esercito. I CRFC, come quello di Reggio, lasceranno il posto ai Comandi Militari dell’Esercito, che avranno sede nelle città capoluogo di regione. Ragione per cui la caserma “Mezzacapo” chiuderà i battenti.
    E’ incontestabile la filosofia che ha ispirato il progetto del Governo, secondo il quale i Comandi Militari debbono essere collocati nei capoluoghi di regione. Ma Reggio ha una storia a sé: il presidio militare si trova nella nostra città dal 1885. Oltre centoventi anni che non possono essere ignorati. Per questo, ritengo che sarebbe opportuno mantenere in riva allo Stretto un appendice del Comando di Catanzaro: almeno fare sopravvivere il Centro documentale e la Biblioteca. Non si tratterebbe esclusivamente di un riconoscimento della storia di Reggio. Ma anche una forma di riguardo verso i lavoratori che, militari e civili, rischiano di essere trasferiti a Catanzaro o, addirittura, in un altro capoluogo di regione.
    Mi auguro quindi che ci sia una seria volontà politica in grado di scongiurare quella che sarebbe un’amara conclusione della presenza dell’Esercito a Reggio. Eccezioni alla regola, sono state già concesse alle città di Udine e Trieste. Ebbene, sono convinto che si possa agire analogamente per Reggio. Per evitare la chiusura del presidio militare che è, da più di un secolo, una presenza vicina ed amica per i Reggini. E per consentire a quanti impegnati nel Centro documentale e nella Biblioteca, di continuare a lavorare nella propria città.