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    Mafia, Tano Grasso: “Nuova ondata di minacce contro imprenditori”

    "L'atteggiamento della mafia nei confronti degli imprenditori sta cambiando. Durante lo scorso decennio, egemonizzato da Bernardo Provenzano, l'organizzazione criminale tollerava maggiormente la ribellione al racket perche' si sentiva cosi' forte da poterselo permettere. Ora non e' piu' cosi'. C'e' una nuova ondata di minacce particolarmente violenta ". Tano Grasso, siciliano e presidente della Federazione antiracket italiana, nel corso di un incontro con i giornalisti organizzato dall'Associazione stampa estera, spiega i cambiamenti che stanno investendo la mafia e di riflesso gli imprenditori sicliani a partire dalla cattura di Provenzano. "Dobbiamo registrare – ha sottolineato Grasso – la combinazione di due fattori. Da un lato, c'e' stata un'importante risposta da parte della societa' civile. E' nata, ad esempio l'associazione antiracket. Dall'altro, dopo la cattura del boss, e' sorto un problema di leadership all'interno dell'organizzazione mafiosa. Leadership che si ottiene attraverso l'affermazione della capacita' di sfida e il controllo del territorio. La necessita' di conquistare il territorio non consente, a sua volta, margini di tolleranza nei confronti dell'imprenditore che non vuole pagare il pizzo". "Prima – ha aggiunto – c'era addirittura un ufficio 'reclami per il racket' a cui ci si poteva rivolgere se si riteneva che la cifra chiesta dalla mafia fosse troppo alta, in modo da stabilire un prezzo piu' 'adeguato'. Questo perche' l'organizzazione criminale era piu' interessata a costruire il consenso e preferiva che il pagamento del pizzo fosse razionalizzato dalla gente. Adesso c' e' un nuovo vento che soffia sulla Sicilia, che e' partito da Palermo e che sta raggiungendo anche Catania e Gela".