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    Ma Di Pietro e Anas bocciano il Magnifico Ministro…

    autostrada''Le intenzioni del ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, secondo il quale bisognerebbe fermare i lavori per la realizzazione dell'autostrada A3, prefigurano un atto di resa, e non una soluzione al problema della viabilita' che affligge il meridione d'Italia. Come ministro e componente della coalizione che sostiene il Governo, credo che il solo modo per risolvere il problema sia completare la Salerno-Reggio Calabria al piu'


    presto''. Ad affermarlo in una nota e' il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro commentando quello che sarebbero le intenzioni del ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi. ''Se rinviassimo i lavori -ha aggiunto il ministro- avremmo solo un rinvio del problema e la Salerno-Reggio rischierebbe di non vedere mai la luce. E' incomprensibile criminalizzare l'Anas per il fatto di avere appaltato i lavori, dopo che per 50 anni l'abbiamo criticata perche' non li realizzava. E' un controsenso e una grave ingiustizia verso il Sud''. Ovviamente, ha proseguito Di Pietro, ''ci vogliamo fare carico dei disagi che si potranno avere durante i lavori, e riteniamo che anche attraverso la figura di un commissario straordinario per la viabilita' sara' possibile trovare le soluzioni tecniche piu' idonee per alleviare i disagi''. In quest'ottica, ha sottolineato Di Pietro, ''desidero assicurare il collega Bianchi che trovera' tutta la nostra collaborazione sulle sue interessanti proposte, ma senza che queste comportino rinvii o rimandi''. ''Voglio ringraziare l'Anas -ha concluso il ministro- perche', dopo che la scorsa Finanziaria ha stanziato 2,5 miliardi per il completamento dell'A3, la societa' si e' immediatamente attivata per dare inizio ai lavori, dando risposte rapide e positive. Per questo reputo che dire ora che quei lavori non si possono fare sarebbe solo un comportamento tafazziano''. (Adnkronos)

     

    Pochi minuti e anche Anas trasmette il proprio scetticiscmo sulla proposta del Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi…

     

    "Da quello che si apprende c'e' la richiesta di bloccare lavori gia' iniziati. Va precisato infatti che non si tratta di avviare nuovi cantieri ma di proseguire il lavoro gia' iniziato sul V macrolotto. I rischi a cui sembra si faccia accenno riguardano in realta' solo 12 km, tra Bagnara e Scilla". La Direzione Relazione Esterne dell'Anas, sentita dall'Agi, commenta cosi' l'esito della riunione a Roma sulla A3 Salerno-Reggio Calabria. In particolare, Anas "fa notare che su questo tratto si viaggia gia' su corsia unica dal mese di maggio e non risulta allo stato attuale che si siano configurate situazioni di emergenza tali da creare pericoli per la circolazione o per l'utenza. Il know how maturato in questi anni dall'Anas nel corso dei lavori di realizzazione della A3 e il piano di emergenza elaborato dalla Prefettura di Reggio Calabria, alle cui riunioni i rappresentanti dell'Anas hanno partecipato attivamente, consentono di essere pronti ad intervenire con tempestivita' in casi di particolari criticita'". Al contrario, osservano le fonti, "il blocco di lavori gia' iniziati comprometterebbe l'accelerazione in corso dei cantieri della Salerno-Reggio Calabria – un impegno richiesto all'Anas dal Governo e dal Parlamento – che ha portato in appena un anno al completamento di ulteriori 20 nuovi km solo nella tratta calabrese della A3, tra Vibo e Reggio, e allo stesso tempo, ove accadesse, provocherebbe pesanti ricadute occupazionali (attualmente sono impiegati nei cantieri del V e VI macrolotto 1800 lavoratori) e un forte ritardo nel calendario di esecuzione dei lavori stessi, con gravi problemi per quanto riguarda i prossimi esodi estivi". Secondo le fonti, "e' infatti prevedibile che mantenendo il calendario dei lavori, il sacrificio richiesto della marcia a corsia unica tra Scilla e Bagnara possa risolversi all'interno di una sola estate, al contrario essa si prolungherebbe per almeno un altro esodo. Senza contare che il blocco dei lavori comportera' un aggravio enorme dei costi economici, non da ultimo per gli ovviii contenziosi con le imprese esecutrici, nonche' per gli inevitabili provvedimenti di cassa integrazione per i lavoratori". (AGI)