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    Lite Ds, Bova a Salvi. “Pensi a sciogliere il Parlamento!”

    ''E' singolare che al Consiglio regionale si imputi il fatto che vi siederebbero un numero di consiglieri indagati e su questa base se ne chieda lo scioglimento. Si tratta di un ragionamento che fa a pugni con qualsivoglia principio costituzionale o piu' semplicemente di civilta' democratica''. A sostenerlo e' il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Giuseppe Bova, in una lettera aperta al ministro Fabio Mussi, di Sd, che, secondo alcune notizie di stampa, avrebbe chiesto lo scioglimento del Consiglio. Richiesta avanzata oggi, a Cosenza, dal capogruppo di Sinistra Democratica al Senato, Cesare Salvi. ''L'avviso di garanzia – aggiunge – e' uno strumento per garantire l'indagato e sino ad oggi tutte le indagini in corso a carico di consiglieri si sono chiuse a favore degli indagati, con la richiesta di archiviazione da parte del pm. D'altro canto, se cosi' non fosse, cosa dovremmo dire, ad esempio, del fatto che molti valenti magistrati, proprio in queste ore al centro delle polemiche, figurano anch'essi quali persone sottoposte ad indagini per fatti legati alle loro funzioni; eppure nessuno si sogna di chiederne le dimissioni, anzi. Essi vengono giustamente difesi per il lavoro ad oggi svolto quando se ne mette in discussione la moralita' e la competenza''. ''In questo quadro – conclude Bova – risulta ancora piu' curioso il fatto che un grande numero di cittadini italiani stia protestando perche' in Parlamento siedono personaggi che non sono 'semplicemente indagati', 'rinviati a giudizio', o 'condannati in primo grado', ma che hanno subito una condanna confermata in appello e anche in Cassazione e che stanno ancora li'. Sarebbe allora forse altrettanto giusto richiedere anche lo scioglimento del 'Parlamento piu' condannato d'Europa'?''. Bova, infine, ricorda che la Calabria e' ''l'unica Regione, ad avere un regolamento interno che impone la decadenza automatica da tutti gli incarichi per i consiglieri che vengono semplicemente rinviati a giudizio per associazione mafiosa''. (ANSA)