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    Fuda a Padoa Schioppa: “Intervenire sul sistema bancario”

    Che fine farà il bando di finanziamento emanato dalla Regione Calabria lo scorso 6 luglio a favore del sistema imprenditoriale locale, “finalizzato a concedere contributi in conto interesse per il consolidamento dei debiti a breve nei confronti del sistema bancario, ai sensi della Legge 598/94”?
    Lo chiede il sen. Pietro Fuda al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Tommaso Padoa-Schioppa, con un’interrogazione presentata stamattina, nella quale si legge:
    «L’intervento della Regione Calabria mirava al riequilibrio finanziario delle pmi calabresi, anche in vista della prossima attuazione della direttiva europea denominata “Basilea 2”, la cui applicazione rischia di penalizzare maggiormente le imprese meridionali a causa di una politica del credito più restrittiva, comprovata soprattutto dai differenziali di tasso d’interesse tra Sud e Centro-Nord. La sua applicazione è stata difficoltosa per molte imprese, a causa dello scarso interesse dimostrato dalla maggior parte delle banche presenti sul territorio calabrese nel consolidare le relative esposizioni finanziarie. Infatti i maggiori istituti di credito hanno brillato per assenza di interventi, per scarsa disponibilità a prendere in considerazione le esigenze imprenditoriali, per fallaci informazioni, per mancanza di dialogo: trascorsi due mesi dall’apertura del bando rimangono ancora disponibili risorse per le aziende calabresi, ma persistono difficoltà ad accedere al consolidamento dei debiti a causa di un vero e proprio ostracismo del sistema bancario».
    Fuda non ha dubbi: senza un intervento immediato a livello nazionale anche questo tentativo della Regione Calabria di aiutare le imprese sarà destinato a rimanere sulla carta. Ecco perché chiede al Ministro «di prendere provvedimenti affinché le banche operanti con il sistema imprenditoriale calabrese attuino tutte le iniziative per contribuire al riequilibrio dei bilanci delle imprese calabresi, vista l’esistenza di un bando previsto da una legge nazionale e l’esistenza di finanziamenti messi a disposizione dalla Regione Calabria». Ma per il senatore non bastano provvedimenti generici, e nel domandare a Padoa-Schioppa «quali iniziative concrete si intendano adottare nei confronti del sistema bancario affinché vengano ridotti gli insostenibili differenziali di tasso d’interesse tra Calabria e Centro-Nord Italia» gli suggerisce di «convocare i rappresentanti del sistema bancario per comprendere le ragioni della carenza di interventi da parte dei primari istituti di credito a favore delle imprese calabresi in occasione del bando di finanziamento in corso» e di «intervenire sensibilizzando il sistema bancario operante in Calabria perché supporti concretamente ed efficacemente le imprese calabresi al fine di impedire che esse cadano nella rete dell’usura e della criminalità organizzata, sempre più arrogante e forte, finanziariamente ed economicamente».
    Fuda da anni denuncia l’assenza di una politica del credito nel Mezzogiorno a sostegno delle piccole e medie imprese calabresi, definendo tale politica bancaria «madre, o quantomeno matrigna, di una larga fetta del mancato sviluppo imprenditoriale della nostra regione». Spiega Fuda: «la mancanza di liquidità rappresenta uno dei maggiori ostacoli per le imprese calabresi, che troppo spesso non hanno altra via di scampo se non i lacci dell’usura. Al Sud sono arrivati tanti finanziamenti rivolti alle pmi, ma i maggiori istituti di credito operanti in Calabria hanno posto condizioni talmente proibitive da impedire alle imprese la possibilità di accesso ai fondi destinati loro a livello nazionale. Oggi, senza un intervento immediato e concreto a livello nazionale, anche il pur ottimo intervento regionale per il consolidamento dei debiti rischia di diventare nuova linfa per gli strozzini. Sono convinto che Padoa-Schioppa non potrà che condividere l’urgenza di un intervento immediato nei confronti delle sedi centrali degli istituti bancari. E che finalmente anche in Calabria sarà possibile farsi prestare soldi senza dover sottostare a tassi usurai, legalizzati e non legalizzati».