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    Fortugno: secondo il cognato si tratta di omicidio politico

    ''La modalita' e' mafiosa, ma il fatto e' politico''. A dirlo, all'indomani dell'omicidio di Francesco Fortugno, fu Fabio Lagana', testimone oculare del delitto e cognato della vittima, parlando con la sorella Maria Grazia Lagana', vedova dell'uomo politico ed i figli della coppia, mentre si trovavano nella sala di aspetto della caserma dei carabinieri della Compagnia di Locri in attesa di essere sentiti dagli investigatori. A riferirlo oggi, nel corso del processo, e' stato il capitano dei carabinieri Michele Cannizzaro, spiegando che nella sala era stata collocata una cimice. L'ufficiale ha poi parlato del ritrovamento della Fiat Uno bianca che secondo l'accusa sarebbe stata usata dai sicari di Fortugno. ''L'auto – ha spiegato – fu ritrovata il giorno successivo al delitto, a circa 200 metri dal luogo dell'agguato, in seguito alla segnalazione di un fabbro che l'aveva anche spostata a mano perche' ostruiva l'ingresso della sua officina''. Il capitano Cannizzaro ha poi riferito che all'inizio delle indagini il ritrovamento dell'auto ''fu un po' sottovalutato'' e non fu messo in relazione all'omicidio Fortugno anche perche' uno dei testimoni aveva parlato di una A112 nera. ''Quando il collaboratore di giustizia – ha poi aggiunto l'ufficiale – ha riferito che per il delitto era stata usata una Fiat Uno rubata ad Ardore, allora ho capito che lo stesso poteva essere considerato attendibile perche' nessuno prima aveva fatto quel collegamento e perche' poteva farlo solo chi era a conoscenza dell'azione criminosa''. L'ufficiale ha poi riferito di avere avviato accertamenti sulla gestione dell'Azienda sanitaria di Locri in seguito ad alcuni articoli di stampa. (Ansa)