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    Fillea Cgil: “A3 sia priorità Governo”

    La Fillea Cgil ricorda che da tempo aveva ''previsto la difficolta' nel proseguimento dei lavori della Salerno-Reggio Calabria in prossimita' di due punti nevralgici, per il traffico di merci e il trasporto di mezzi pesanti, da una riva all'altra dello Stretto di Messina''. Il sindacato lo afferma in risposta al paventato blocco dei lavori dell'autostrada e chiede al Governo ''un coordinamento interministeriale che possa accelerare l'iter amministrativo e, quindi, da un lato facilitare l'apertura dei cantieri, dall'altro esercitare un forte controllo del rispetto dei tempi per la realizzazione delle opere infrastrutturali, che devono rimanere un impegno prioritario dell'agenda del Governo''. ''Occorre cercare al piu' presto delle soluzioni – afferma il segretario generale del sindacato delle costruzioni della Cgil Franco Martini – che tengano insieme l'economia e lo sviluppo dei territori interessati, con il necessario e prioritario completamento dei lavori, potenziando tratte e vie alternative quali i porti di Gioia Tauro, Taranto e Salerno, anche attraverso procedure speciali o straordinarie per i lavori di raccordo tra le infrastrutture portuali e le arterie viarie. Occorre, inoltre, intervenire con soluzioni e mezzi straordinari in grado di garantire il proseguimento dei lavori cosi' come programmato. Abbiamo seri dubbi che il termine di conclusione dei lavori possa essere rispettato, poiche' lo stato di avanzamento lavori e' di circa il 55%''. La fotografia dello stato di attuazione dell'ammodernamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria ad oggi ''e' tutt'altro che rosea – prosegue il dirigente sindacale – Su un totale di 444 chilometri solo 121 sono stati completati e collaudati; i lavori in corso e da appaltare, nei quali sono occupati piu' di 3.000 lavoratori, interessano oltre 313 chilometri di autostrada; i lavori piu' consistenti, ovvero cinque macrolotti, devono ancora iniziare''. La paventata chiusura dei cantieri dalla Salerno-Reggio calabria – sottolinea la Fillea – potrebbe ulteriormente rallentare la gia' difficile realizzazione dell'opera con gravi conseguenze finanziarie e occupazionali. I costi negli ultimi anni sono lievitati del 33% rispetto alle previsioni iniziali e sono a rischio circa 2.000 posti di lavoro''. (ANSA)