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    Fgci Calabria: “Abolire numero chiuso nelle Università“

    Quello che sta accadendo in questi giorni e' a dir poco emblematico. Gli scandali e le decisioni, che ormai fioccano da ogni parte d'Italia, di far ripetere i test d'ingresso per le facolta' di medicina di tantissimi atenei, evidenziano quello che la Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani ribadisce da tempo. Il sistema universitario deve assumere caratteri diversi da quelli fin qui proposti, deve sfuggire alla logica preponderante del mercato e della selezione competitiva. Un'universita' pubblica, gratuita e accessibile a tutti. E' indispensabile cambiare rotta, rompere definitivamente col modello di stampo neoliberista che impone una discriminazione assurda e inaccettabile, e che la Fgci continuera' a combattere fino a quando gli studenti non vedranno rispettato il proprio basilare diritto allo studio". E' quanto si legge in una nota della Fgci della Calabria. "I cosiddetti test d'ingresso, inizialmente adottati da poche facolta' con l'obbiettivo di migliorare la qualita' dei percorsi formativi – si legge in una nota – ma ora in enorme espansione nonostante la loro provata inefficacia in tal senso, sono sinonimo di quel sistema folle che nega ad una moltitudine di studenti l'accesso ai saperi che invece dovrebbe essere garantito come diritto. E i fatti di questi giorni non fanno altro che ribadire l'assoluta inefficienza e inutilita' del numero programmato, che nelle difficili realta' del sud che quotidianamente viviamo, puo' addirittura trasformarsi in uno strumento di scambio e di ricatto per i sistemi di potere clientelari, spesso incrostati all'interno degli ambienti accademici. A chi continua a sostenere che i mezzi sono carenti la Fgci risponde fermamente che bisogna adeguare le strutture alle domande di accesso ai saperi, non il numero degli studenti alle strutture! Inoltre, per rimanere nel tema del numero programmato nella facolta' di medicina, esistono proiezioni che prevedono nel giro di qualche anno, una forte carenza di personale medico, in particolare nella realta' calabrese". La Fgci esprime solidarieta' "a tutte le studentesse e gli studenti tagliati fuori da una selezione incivile e classista, e continuera' a portare avanti a tutti i livelli la propria battaglie per l'abolizione del numero chiuso e programmato. E' necessario che il Governo, ed in particolare il Ministro dell'Universita' e Ricerca, si impegnino in tal senso con una legge che prevede il totale superamento del sistema dei numeri programmati, per il quale il Ministro Mussi ha gia' espresso piu' volte la sua avversione. Ma per dare risposte concrete al popolo studentesco, siamo convinti che sia necessaria una generale riorganizzazione del sistema del diritto allo studio, gestito su base regionale, ed in accordo con una legge quadro nazionale che elimini le abnormi differenze tra le regioni economicamente piu' ricche e quelle in difficolta'". (AGI)