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    Duisburg, parla un pentito: “Faida San Luca continuerà“

    "Ho sparato e ucciso molte volte. La prima? Uno spacciatore siciliano che si era permesso di schiaffeggiare mio fratello.Ma poi e' toccato ad avvocati, nemici, gente che mi voleva fregare o persone del mio gruppo che non obbedivano, tiravano di coca e facevano i pazzi". Lo ha dichiarato in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore' un collaboratore di giustizia calabrese, Saverio Morabito. "Di lui – si legge – non si sa nulla perche' non si deve sapere nulla. La 'ndrangheta lo vuole morto dopo che la sua collaborazione ha permesso la condanna di centinaia di aderenti. Lui si e' autoaccusato di dieci e passa omicidi, di raffinazione e traffico di droga, di partecipazione a sequestri di persona". Sulla strage di Duisburg ha detto al quotidiano: "Le faide non sono altro che un intreccio tra odi familiari e 'affari': perche' ovviamente ognuno dei gruppi coinvolti svolge attivita' illecite. E il denaro c'entra sempre. Gli esecutori materiali possono essere calabresi, ma anche stranieri. La 'ndrangheta non ha problemi a fare affari con gente di ogni razza e nazione. E anche se le questioni familiari sono le piu' delicate, non mi stupirei se tra i killer di Duisburg ci fosse qualche straniero". E su una possibile soluzione della strage di ferragosto Morabito ha dichiarato: "E' ancora presto. In tanti ora parlano, ipotizzano, pontificano: la verita' e' che nessuno sa niente. Ci vuole tempo. Prima o poi qualche segnale, da interpretare, ci fara' capire cos'e' davvero successo, chi e' stato, come continuera' questa faida. Perche' e' certo, continuera': in questo momento non vedo chi a San luca potrebbe fermarla". (Adnkronos)