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    De Magistris scrisse al Csm su inchiesta Poseidone

    Le indagini sull'inchiesta 'Poseidone', riguardante presunti illeciti nella gestione del settore della depurazione, si sono arenate. Lo afferma in una nota inviata lo scorso 21 maggio al Csm il pm Luigi De Magistris, titolare dell'inchiesta prima che il capo della procura di Catanzaro Mariano Lombardi decidesse di revocargliela assegnando invece l'incarico al pm Salvatore Curcio. La lettera inviata da De Magistris, per cui il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha chiesto il trasferimento cautelare d'urgenza (trasferimento chiesto anche per Lombardi), e' stata inserita tra gli atti del fascicolo in possesso della Prima commissione di Palazzo dei Marescialli.Nella lettera il sostituto procuratore scrive di aver avuto "la sensazione che le indagini affidate al pm Curcio si siano fermate". E cio' da una serie di colloqui avuti con tutti coloro che avevano lavorato nel procedimento insieme a lui, ossia colleghi, polizia giudiziaria, consulenti, autorita' straniere ed istituzioni varie. La denuncia di De Magistris non e' comunque rimasta lettera morta: infatti la Prima commissione del Csm ha chiesto informazioni al procuratore generale di Catanzaro. Sulla revoca dell'inchiesta 'Poseidone' la stessa commissione aveva ascoltato a luglio gli interessati e aveva aperto a carico del procuratore Lombardi una procedura di trasferimento d'ufficio. Lombardi aveva disposto la revoca dopo che De Magistris aveva inviato una informazione di garanzia al senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli, avvocato e difensore di molti degli indagati dell'inchiesta 'Poseidone', sostenendo di non essere stato informato preventivamente dal suo sostituto. Dopo la revoca De Magistris aveva inviato il fascicolo alla Procura di Salerno che ha iscritto Lombardi nel registro degli indagati per abuso d'ufficio, restituendo pero' gli atti a Catanzaro per incompetenza. Agli atti a disposizione della Prima commissione del Csm oltre alla lettera di De Magistris ci sono alcuni esposti presentati contro il pm catanzarese. Uno riguarda l'imprenditore Antonio Saladino, indagato nell'ambito dell'inchiesta (Why not), che scrive al Csm lamentando la violazione del segreto istruttorio, perche' la stampa avrebbe dato notizia di una perquisizione subita a febbraio del 2007. A suo modo di vedere cio' avrebbe comportato violazione del segreto istruttorio ai suoi danni perche' le indagini sono in corso. Un altro esposto riguarda l'avvocato e parlamentare Giuseppe Galati che invece lamenta la sistematica divulgazione di atti delle indagine seguite da De Magistris e coperte da segreto istruttorio. In particolare Galati avrebbe segnalato che "con cadenza quotidiana il pm rilasciava interviste giornalistiche e televisive, spesso a Telespazio Calabria su fatti concernenti indagini in corso ovvero su questioni politiche". (Adnkronos)