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    Cosenza, si “pente” boss Perciaccante

    Le confessioni dell'argastolano Pasquale Perciaccante fanno tremare le cosche della Sibaritite. Il quarantenne di Cassano Ionio, condannato al carcere a vita dalla Corte d'assise di Cosenza per l'omicidio del sedicenne Carmine Pepe ucciso il 23 novembre del 2002 a Lauropoli, e' considerato un killer del clan degli zingari. La sua decisione di collaborare con la giustizia e' stata rivelata stamattina da "Gazzetta del Sud", che nei giorni scorsi ha rivelato anche la scoperta di resti umani nelle campagne del Cassanese. Ritrovamenti eseguiti dai Ros di Cosenza, coordinati dalla Dda di Catanzaro, proprio su presunte indicazioni di Pasquale Perciaccante che, dall'inizio della sua collaborazione, non si trova piu' recluso nel carcere dove era rinchiuso ormai da anni. Il riserbo degli inquirenti sul caso e' massimo, ma appare evidente che la collaborazione di Perciaccante con la giustizia potrebbe fare luce su anni di malaffare, omicidi ed estorsioni nella Sibaritide e nel resto del Cosentino. (AGI)