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    Cosenza, difesa elettronica per piantagione di marijuana

    Tubi di irrigazione, attrezzatura da alpinisti, concimi, antiparassitari e persino un sistema elettronico a protezione da possibili intrusioni: e' quanto i militari della Guardia di Finanza di Paola (Cosenza) hanno scoperto dopo aver individuato e sequestrato una piantagione di marijuana impiantata su una collina del Comune di Guardia Piemontese, centro dell'alto Tirreno cosentino. La piantagione, collocata in un terreno impervio, era stata allestita con estrema cura. I finanzieri hanno infatti scoperto un complesso sistema di irrigazione costituito da una serie di tubi di gomma collegati tra loro che si estendevano per piu' di 300 metri e che erano in grado di irrigare perfettamente l'intera piantagione dislocata in piccoli appezzamenti situati a diversi livelli di altezza. Per agevolare l'accesso alla piantagione, ben occultate tra il fogliame c'erano una serie di corde da rampicata (simili a quelle usate dagli alpinisti) e svariati attrezzi da lavoro, concimi, fitofarmaci e antiparassitari. Tra l'altro, i militari della Compagnia hanno scoperto un moderno sistema elettronico di rilevamento del rumore. Praticamente, installando congegni elettronici intorno alla piantagione, gli ingegnosi coltivatori di piante illegali erano in grado di percepire gli eventuali rumori e quindi a darsi alla fuga in caso di presenze indesiderate come quella delle forze dell'ordine. Tutto cio' tuttavia non e' stato sufficiente per ingannare i militari della Guardia di Finanza, che nell'ambito dei normali controlli del territorio avevano notato presenze sospette intorno a quel terreno collinare. Questo ha portato i Finanzieri ad approfondire il controllo ed a ritrovare le corde alpinistiche e i tubi di irrigazione. Sono state quindi rinvenute 305 piante di marijuana alte fino ad un metro e ottanta centimetri ed un quantitativo di foglie essiccate pronte per l'uso pari a 10 chilogrammi. Per evitare di essere notati nel trasporto delle piante illegali e per consentire alle foglie di essiccare in un luogo sicuro non riconducibile ad immobili di loro proprieta', i malviventi essiccavano le foglie direttamente su un terreno a poca distanza dalla piantagione coprendolo, in caso di pioggia, con ampi teloni di plastica. Nei prossimi giorni, dopo gli accertamenti biochimici necessari, si provvedera' a distruggere le 305 piante ed i 10 chili di sostanza stupefacente rinvenuti. (AGI)