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    Castelli e Cicchitto stanno con Mastella

    ''Siccome mi piace essere sempre corretto, memore delle ingiuste accuse che per cinque anni mi sono state rivolte quando ero io il ministro, devo rivedere il mio giudizio sulle azioni intraprese da Mastella nei confronti dei magistrati di Catanzaro e dichiaro che, senza entrare nel merito della vicenda, che sara' approfondita dal procuratore generale della Cassazione, in questo caso l'azione del ministro Mastella rientra nelle sue prerogative istituzionali''. Lo afferma Roberto Castelli, presidente dei senatori della Lega Nord dopo le critiche avanzate ieri al Guardasigilli. ''Prendo atto delle notizie provenienti da Catanzaro, secondo cui il ministro di Grazia e giustizia, Clemente Mastella, non e' indagato dalla Procura. In questo caso, mi pare di poter affermare che la situazione sia ben diversa rispetto a quella che si prospettava ieri. E' chiaro che le mie critiche al comportamento del guardasigilli erano legate alle notizie trapelate ieri che davano Mastella per indagato''. "Qualora un ministro di un governo di centro-destra avesse chiesto al Csm il trasferimento di sede di un magistrato che indagava su Berlusconi si sarebbe scatenata un'ira di Dio. Per molto meno l'on Mancuso fu a suo tempo sollevato dal suo incarico. Detto questo, pero', riteniamo che il ministro Mastella abbia fatto bene a fare quello che ha fatto". a dichiararlo e' il vicecoordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto. "Per quel che conosciamo – spiega Cicchitto – De Magistris ha sviluppato iniziative giudiziarie inusitate accompagnandole da proclami politici e interviste sui giornali, tipiche non di un magistrato ma di un soggetto politico. Per questo non ci associamo agli attacchi contro il ministro Mastella. Infatti, – conclude il deputato azzurro – rimaniamo del parere che e' troppo comodo essere garantisti solo quando si tratta di difendere la propria parte da un attacco strumentale di un pm o di un pool di pm, ma che invece bisogna essere tali anche quando sono in ballo gli avversari politici".