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    Caso De Mauro, il legale: “D’obbligo la cautela”

    "E' possibile tutto, anche se io sarei molto cauto. E' alquanto strana l'ipotesi che Cosa nostra, dopo avere sequestrato Mauro De Mauro abbia deciso di portarlo in Calabria, quindi fuori dal suo territorio, ucciderlo li' e seppellirlo in quella zona". Cosi', l'avvocato Francesco Crescimanno, legale della famiglia del giornalista Mauro De Mauro, scomparso da Palermo la sera del 16 settembre del 1970, commenta la decisione di riesumare il cadavere di un boss della 'ndrangheta, Salvatore Belvedere, per compararne il Dna. La Dda di Catanzaro non scarta l'ipotesi che il cadavere potrebbe essere quello di De Mauro, spacciato per quello di Belvedere per permettere al boss di scappare all'estero. "Non riesco a ipotizzare alcuna ragione – ha detto Crescimanno all'ADNKRONOS – per la quale il giornalista potrebbe essere stato sepolto a Catanzaro. Oltretutto, e questo e' un elemento da non sottovalutare, La morte di Belvedere, o presunta tale, risalirebbe al 1971, cioe' molti mesi dopo la scomparsa di de Mauro". Crescimanno rappresenta la parte civile nel processo per l'omicidio De Mauro che si sta celebrando davanti alla Corte d'Assise di Palermo e che vede come unico imputato il boss Salvatore Riina, ritenuto il mandante. (Adnkronos)