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    Arrestato dentista-piromane calabrese

    Dissidi, banali ripicche, invidie professionali. Sarebbe un cocktail di questi fattori il movente che ha messo in azione il dentista-piromane della Calabria da anni trapiantato in Valchiavenna e le sue due complici. Avrebbero agito sempre nelle ore notturne per garantirsi la protezione dell'oscurita' e per poter contare su una minor presenza di pattuglie delle forze dell'ordine a presidiare il territorio. In carcere, all'alba di oggi, sono finiti il dottor Luigi Fazzolari, 61 anni, originario di San Giovanni Gerace, con affermati studi dentistici a Madesimo, Campodolcino e Chiavenna, dove risiede; la sua bionda convivente Esther Ghelfi, 25 anni, nata in Peru' da padre valchiavennasco e mamma spagnola, velleita' artistiche da cantante e alle spalle una breve parentesi da modella; l'amica della coppia, Renata Fogliada, 52 anni, di Gordona (Sondrio), casalinga, sposata e con un figlio. I carabinieri del reparto operativo di Sondrio e del Norm di Chiavenna al termine dell'inchiesta coordinata dal Pm Stefano Latorre e denominata 'fuochi spenti', hanno bloccato la banda degli incendiari in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Pietro Della Pona. Nel mirino del terzetto, secondo le indagini, negli ultimi tre anni sono finite diverse auto, una lavanderia con al piano superiore uno studio dentistico, un altro studio dentistico situato al piano terra di un condominio nel capoluogo valtellinese e anche una farmacia. Dodici complessivamente gli episodi contestati quasi tutti avvenuti in Valchiavenna, e per uno di essi si rese necessario il ricovero in ospedale di sei persone intossicate dal fumo. I danni causati ammontano a diverse migliaia di euro. ''Io quello lo brucio'', una delle frasi pronunciate dal dentista-piromane sposato e con figli ma invaghitosi dell'aspirante cantante, e captate nelle intercettazioni telefoniche e ambientali che sono proseguite per diversi mesi. A mettere sulla pista giusta gli investigatori e' stato il rogo divampato lo scorso 26 marzo all'interno del parcheggio del centro commerciale Iperal di Prata. A prendere fuoco fu la vettura di Daniele Selva che, pochi mesi prima, aveva aiutato un medico di Madesimo, Luigi Levi, a spegnere l'incendio doloso che stava distruggendo la sua auto. Incendio doloso, danneggiamento aggravato e detenzione di materiale incendiario sono alcune delle imputazioni mosse al dott. Fazzolari e alle due donne rinchiuse con lui nel carcere di via Caimi a Sondrio. Le perquisizioni domiciliari eseguite all'alba avrebbero portato gli inquirenti a sequestrare ulteriori elementi di prova. ''Il medico arrestato – ha spiegato in una conferenza stampa il procuratore di Sondrio Gianfranco Avella – appiccando le fiamme intendeva punire o vendicarsi di qualche torto presunto o subito per davvero, ma ritengo piu' presunto che reale''. E le due donne complici lo avrebbero aiutato, accompagnandolo negli attentati incendiari, forse per vincere la noia. (ANSA).