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    Alberto Sarra e la Sanità in Calabria

    “Se l’Organizzazione mondiale della Sanità colloca l’Italia al primo posto per le prestazioni sanitarie, considerate di livello eccellente, il libro verde del Ministero dell’Economia, a proposito della Calabria, ha evidenziato dati allarmanti che ci relegano inevitabilmente all’ultimo posto in merito all’appropriatezza delle cure, con una offerta di soli 4 posti letto ogni 1000 abitanti, con una spesa media per abitante relativa all’assistenza ospedaliera di ben 650 Euro a fronte dei 600 della Lombardia”.
    E’ quanto evidenzia il presidente del gruppo di Alleanza Nazionale in Consiglio regionale, Alberto Sarra che aggiunge: “Tra le regioni italiane, la Calabria è tristemente prima nel far fronte a spese conseguenti a disabilità, ad oneri derivanti dal sistema regionale ed all’acquisto di farmaci non rimborsabili con un’incidenza devastante sui bilanci familiari, al punto che, più del 12 % delle famiglie calabresi subisce gravi danni economici a causa di spese sanitarie ‘catastrofiche’, e cioè superiori al 40 % della propria capacità di spesa. Un fenomeno – sottolinea l’esponente di An – che conferisce, anche in tali casi, il primato alla Calabria secondo l’indice di equità nella distribuzione degli oneri sanitari nelle varie regioni d’Italia….. Dati che – prosegue Sarra – confermano la fase estremamente delicata dell’intero comparto sanitario e che si innestano in un contesto di grande difficoltà sociale ove, a fronte delle richieste pressanti, quasi ossessive,  delle categorie sanitarie private e pubbliche di colmare i vuoti operativi nella gestione di situazioni pregresse, vi è l’esigenza primaria di andare, comunque e gradualmente, oltre lo stato ormai cronico di ‘predefinizione programmatica’ per un effettivo rilancio del settore”. “Un settore che, sino ad oggi – continua Sarra – pare destinato a dover fare i conti con situazioni paradossali di gattopardesca memoria”.
    “Bisogna che tutto cambi” – auspica Sarra. “Nel corso di questi ultimi mesi – prosegue il capogruppo di An – dai proclami a mezzo stampa, suffragati dall’intervento sorprendente dell’On Livia Turco, nella sua recente visita in Calabria, abbiamo appreso che è in atto un cambiamento radicale; che abbiamo un Piano sanitario (in itinere) eccellente e che la Sanità non può prescindere dall’essere considerata un servizio primario in cui pubblico e privato operano in condizioni paritarie (?), senza distinzioni e nell’ambito di un rapporto ‘naturale’ di mutua implicazione. Dai proclami alla dura realtà. Una realtà – sottolinea ancora – intrisa di rivendicazioni e vertenze riguardanti le categorie sanitarie pubbliche e private, i medici di famiglia sul piede di guerra, interi comprensori provinciali alle prese con riconversioni di strutture ospedaliere non meglio specificate, riforme di aziende sanitarie avviate d’impulso, non sorrette da una seria e dettagliata programmazione territoriale, con tante troppe incognite strutturali ed organizzative”. “Si naviga a vista – sostiene Sarra – altro che autostrade del mare….. Siamo a metà legislatura e la sensazione – aggiunge – è sempre quella. Ed è una sensazione palpabile che manifesta l’essenza velleitaria dei disegni riformatori del centrosinistra in materia sanitaria”.
    Per il capogruppo di An, “si è voluto anteporre l’adozione di un atto sotto forma di maxiemendamento, relativo alla riconversione strutturale delle aziende sanitarie, senza che lo stesso avesse un collegamento diretto a compiute e ben definite strategie, riconducibili ad una seria ed efficace politica di programmazione. Di conseguenza – evidenzia ancora Sarra – i provvedimenti in materia sanitaria costituiscono, ad oggi,l’ennesimo enunciato di  un processo di riforma ancora non chiaro e sminuito proprio nei passaggi tipici di ogni disegno di riforma strutturale, nello specifico dai criteri applicativi di una ‘metodologia elusiva’ di una parte dell’esecutivo, senza il coinvolgimento effettivo delle componenti della sua maggioranza. Iter procedurale anomalo che ha prodotto e continua a produrre effetti dirompenti nell’intero settore sanitario”.
    Per Sarra “lo stato del comparto è tale che a questo punto è indispensabile darsi delle priorità, ripristinando in primo luogo il rapporto funzionale tra le scelte politiche apicali e le necessarie risposte gestionali alle tante problematiche sanitarie in atto. Risposte attese da tempo e che meritano ampie garanzie di soluzione definitiva delle situazioni pregresse e condivisione di rapporti futuri……….Forse è proprio questa – conclude Sarra – la fase propedeutica di un serio percorso riformatore”.