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    A3, tuona anche Confindustria Palermo

    I lavori che porteranno alla chiusura della A3 Salerno-Reggio Calabria provocano allarme in Confindustria Palermo che paventa una paralisi dell'economia della Sicilia. "Ogni giorno – dice il presidente di Confindustria Palermo, Nino Salerno – 3.000 tir attraversano quel tratto, e (solo per quanto attiene al traffico commerciale) più di 10.000 tra auto e veicoli commerciali. La conseguenza è che il flusso di merci, in entrata e uscita, sarà dimezzato. Di alcuni prodotti il traffico sarà annullato per l'incompatibilità con gli orari dei mercati nazionali ed europei". I dati forniti da Confindustria sono stati elaborati sulla base dell'esperienza quotidiana degli imprenditori che ogni giorno muovono mezzi sulle rotte del Nord o comunque su quel tratto di autostrada. "La Sicilia – prosegue Salerno – costituisce circa l'8% del mercato nazionale e importa quasi tutto, in particolare i prodotti alimentari. Esporta invece prodotti agricoli e della pesca. Senza contare i cosiddetti prodotti pericolosi. Ogni giorno infatti escono dalla Sicilia circa 50 tir che trasportano prodotti petroliferi provenienti dal polo siracusano". Secondo Confindustria Palermo i provvedimenti tampone proposti dal governo "sono fuori dalla realtà" ed "inutili". "Occorre – si legge in una nota – che si prenda atto della situazione. E che dunque vada affrontata e gestita come emergenza. Occorre dunque che al Porto di Palermo vengano aumentati gli spazi per il traffico traghetti con l'accorpamento della stazione Sampolo al sistema portuale, l'adeguamento del terminal Contenitori, l'inizio immediato della realizzazione della bretella che colleghi il porto con Sampolo e con l'autostrada. Al Porto di Termini Imprese invece urge l'immediata sistemazione degli scali per i traghetti con la realizzazione di due dadoni alle radici dei moli per aumentare gli approdi. Ovvio infine che occorre potenziare le dotazioni meccaniche dei porti per fronteggiare l'emergenza". Ecco perché Confindustria Palermo conclude che "tutto questo non può essere gestito da un calendario infinito di conferenze di servizi tra enti pubblici, semmai occorre una gestione unica commissariale con poteri decisionali e risorse dirette in capo a un esperto di logistica autotrasporti e gestione portuale che venga da queste professioni, da un esperto di designazione confindustriale con competenze attinenti al mondo delle costruzioni e dell'impresa, e da un componente designato dalle parti sociali".