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    A3, proteste da Catanzaro a Palermo

    Da Catanzaro a Palermo piovono le critiche sull'organizzazione dei lavori lungo il tratto finale della Salerno-Reggio Calabria. Bordate bipartisan dirette da una parte al ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro e dall'altra a quello dei Trasporti Alessandro Bianchi. Il fronte della protesta unisce in un unico fronte il governatore calabrese Agazio Loiero e il suo omologo siciliano Salvatore Cuffaro. Diversa la protesta delle sigle sindacali, che si scagliano invece su Bianchi, favorevole allo stop ai cantieri. "Non si puo' ipotizzare, con i lavori in corso sull'autostrada del Sud, di isolare mezza Calabria e la Sicilia dal resto del Paese. Da Gioia Tauro in giu' ci aspettiamo situazioni infuocate – ha detto Loiero -. L'Italia sara' spaccata in due. L'economia del Sud sara' penalizzata ancora. L'intero Paese ne risentira' negativamente, un blocco come quello previsto per i lavori, infatti, non conviene al Mezzogiorno e non conviene all'Italia e all'Europa". A questo stallo, dice il governatore, bisogna provvedere in tempo. "Non si puo' pensare al Sud come a un'appendice fastidiosa del Paese, e bisogna darsi da fare a ogni livello per cancellare i ritardi ma anche per evitare errori". A Loiero ha fatto eco il presidente siciliano Cuffaro. "Comincio a temere che il prossimo passo del governo Prodi sara' la completa eliminazione della Sicilia dallo Stato italiano. Al di la' dell'ironia – ha aggiunto Cuffaro -, certo e' che la nostra regione rischia il completo isolamento rispetto al resto del Paese con l'avvio dei lavori per il rifacimento della Salerno-Reggio Calabria che il governo non e' riuscito a rinviare. Continua la politica scellerata dell'esecutivo nazionale che ancora una volta mostra il piu' completo disinteresse per la Sicilia. Per una volta – aggiunge il presidente Cuffaro – mi sarei aspettato dall'esecutivo nazionale un atto di responsabilita' e la stessa determinazione mostrata nel bloccare interventi strategici per la nostra isola, quali il Ponte sullo stretto, nel rinviare i lavori fino a quando non si trovino adeguati percorsi alternativi". Il presidente della Regione Siciliana denuncia infine come "inammissibile e grave" il fatto che "a settembre, a pochi giorni dall'inizio dei lavori, il ministro dei Trasporti, il calabrese Bianchi, si accorga che senza i necessari percorsi alternativi, la Sicilia restera' isolata per mesi, se non, addirittura, per anni e non riesca a convincere l'Anas a procrastinare l'avvio dei lavori". A scendere in campo, in queste ultime ore, anche i vertici nazionali dei sindacati, contrari al blocco dei cantieri nel tratto finale della A3. Sindacati che chiedono a gran voce che si continui a lavorare sul macrolotto 5 e 6 dell'autostrada, da Gioia Tauro a Reggio Calabria, per il quale e' previsto un investimento complessivo di 1,7 miliardi di euro. Programmato per giovedi' un vertice per discutere il caso. "Questa possibilita' – ha spiegato a nome delle sigle Donato Bernardo Ciddio, segretario nazionale della Feneal-Uil – non puo' che allarmarci, la vediamo con preoccupazione, anche perche' non vi e' stato nessun confronto con il sindacato, mentre un'iniziativa cosi' avrebbe effetti traumatici sul piano occupazionale". E ad affilare le armi sono anche i politici della sponda siciliana: "L'Anas vuole isolare una parte della Calabria e tutta la Sicilia, se questo piano folle va avanti chiederemo le dimissioni dei vertici dell'azienda – ha affermato il capogruppo del Pdci in commissione antimafia e segretario regionale del partito in Sicilia, Orazio Licandro -. Il tratto tra Bagnara Calabra e Villa San Giovanni dovra' essere demolito per essere costruito piu' a valle, ma la follia e' che il tracciato originario non puo' essere chiuso prima che sia pronto l'altro, come invece vuole fare l'Anas. Significherebbe isolare una regione e mezzo. Mi chiedo a quali interessi corrisponda tutto questo. Comunque – ha concluso Licandro – nel braccio di ferro tra l'Anas e il ministro Bianchi, che si sta opponendo, noi saremo fino in fondo con quest'ultimo". (Velino)