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    A proposito di San Nicodemo…

    Dal Prof. Martino riceviamo e pubblichiamo 

    Per molto tempo è stato sostenuto che San Nicodemo fosse nato a Cirò (Agresta, Martire), ma tale affermazione non è sostenibile.

    Si legge infatti nel bios (cod. Mess. 30, ff. 245va-250va) che egli è nato nella regione delle Saline, “in un villaggio chiamato Sikros”.

    Nell’ordinamento amministrativo militare dell’Impero bizantino, il tema, cioè la provincia, era suddiviso in turme  specie di circoscrizioni amministrative. La turma delle Saline (Delianuova, Scido, S.Cristina, Oppido, Sinopoli, Melicuccà, Seminara, S.Martino ecc.) conservò fino al XVI sec. l’uso della lingua e della liturgia greche (Cfr. Jules Gay, L'Italie Méridionale et l'empire byzantin depuis l'avènement de Basile Ier jusqu'à la prise de Bari par les Normands (867-1071), Paris.

    Se dunque san Nicodemo nacque nella regione delle Saline, come afferma il biografo, Egli nacque nella piana di Gioia Tauro, anche perché Cirò è molto lontano dalla regione delle Saline. Questo è un dato assodato!

    I Bioi di altri santi italo-greci parlano di una cittadella commerciale (emporion) di nome Sicrò: viene menzionata due volte nella vita di Sant' Elia Speleota come un villaggio posto in località vicina al  monastero di Aulinas: una prima volta al n. 88 del Bios, quando parla di un certo Cristofaro, proveniente  dal paese di Sicros; una seconda volta, al n. 92, quando si narra dell'arrivo al monastero dello Speleota di un Maele, venuto da Sicrò.

     

    Se è vero, come appare da tali affermazioni, che Sicrò era nella pianura di Gioia Tauro (Regione delle Saline), è necessario stabilire dove fosse:

    V. Saletta, in Vita inedita di San Nicodemo di Calabria, Roma 1964, confonde Scrisi o Scrisei, contrada sui Piani della Corona, nel Com di Melicuccà, con Sicri o (Sicari). Più corretta la identificazione da parte del Can. G. Minasi in "Lo Speleota ovvero S. Elia di Reggio di Calabria …", Napoli 1893, che sostiene: “Sicri, oggi detto Sicari, è una contrada messa a ulivi a mezzogiorno di Sinopoli”. In realtà Sicari è tra i comuni di Melicuccà e San Procopio, posta su un pianoro sulla riva destra del torrente Torbido (Cfr. anche G. Martino, Il Cenobio italo-greco di S. Elia Speleota, in “Helios Magazine”, rivista di scienze, cultura e società anno IV – 1999- nr. 5; P. Martino S. Elia Speleota, Villa San Giovanni 2000.

    Tali affermazioni sono rafforzate dal fatto che il Monastero di san Fantino il Cavallaro, dove Nicodemo ricevette l'abito monastico, dista soltanto una decina di chilometri dai luogo indicato come Sicari.

    Di Sicari si è persa ogni memoria storica: chi legge le vicende narrate dagli agiografi bizantini può immaginare che sia stata distrutta, come Taureana, dai saraceni.

    Per amore della verità, ci pare di poter affermare che Nicodemo nacque a Sicari, nei pressi di Melicuccà (RC), patria anche di san Luca il Grammatico, morì a Cellerana  presso il monte Limina, fece il noviziato presso il onastero di san fantino il Cavallaro a Taureana: tutti posti che distano poche decine di chilometri uno dall'altro.

     

    Perdonatemi, ma la storia della nostra terra ha bisogno di ricercare verità logiche e sostenibili.

     

    Prof. Giuseppe Antonio Martino