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    Una roulette russa chiamata Stretto di Messina

    strettoBisogna avere il coraggio di prenderne atto: la navigazione nello Stretto di Messina è diventata una sorta di roulette russa. La tragedia consumatasi nelle acque antistanti Calamizzi è solo l'ultimo giro di una pallina impazzita. Un natante da diporto che taglia in due una barchetta di un pescatore dilettante, mentre l'aliscafo sfila a pochi metri è una scena assurda, inconcepibile negli anni 2000. Aliscafi, navi, mezzi veloci, barchette, barche a


    vela, windsurf, moto d'acqua, gigantesche navi portacontainers, navi da crociera, tutte insieme appassionatamente in uno specchio d'acqua tagliato ora longitudinalmente ora in diagonale da e verso ogni punto.

    E c'è chi, come il Ministro Bianchi, questa realtà dovrebbe conoscerla bene. Eppure non è servita nemmeno la tragedia del Segesta. Si, dopo sei mesi è stato impiantato il sistema satellitare, ma di quella Authority, di quella Governance che, una volta per tutte, fissi un sistema di regole e vigili su di esso non c'è traccia.

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