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    Truffe UE: Dima (AN) si difende

    ''Da una preliminare valutazione del dispositivo emesso a conclusione dell'udienza preliminare, risulta evidente come l'impianto accusatorio, che vedeva Giovanni Dima associato in iniziative criminose, non ha retto''. E' quanto sostiene l'ufficio stampa del coordinatore regionale della Calabriadi An, Giovanni Dima, ex assessore regionale, rinviato a giudizio, ieri, per truffa e peculato, ma prosciolto dal Gup di Catanzaro dalle accuse di associazione per delinquere, voto di scambio, corruzione e concussione nell'ambito di una inchiesta su presunti illeciti nella gestione di finanziamenti erogati dall'Ue nel settore della pesca e dell'olivicoltura nel corso della precedente legislatura. ''Risultano infatti gia' eliminate, sin dall'udienza preliminare – e' scritto nella nota – tutte le proposizioni del pubblico ministero trasfuse nella originaria rubrica di imputazione che sicuramente destava notevole clamore per la gravita' dei reati ipotizzati. Si deve evidenziare che la pronuncia del Gup conferma la insussistenza dei fatti di reato piu' gravi, quali associazione a delinquere, voto di scambio, truffe varie, ipotesi di corruzione ed altro, determinandosi la necessita' di un approfondimento dibattimentale solo per minori e residuali ipotesi di peculato per distrazione, e non gia' per appropriazione, o di ritenuti favori attraverso elargizioni comunitarie''. ''Sul punto – conclude la nota – si fara' piena luce nel dibattimento per il quale Giovanni Dima ed il suo difensore nutrono grande fiducia''. (ANSA)