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    Trentasei guardie giurate uccise in dieci anni

    "Con un'attenta analisi, che e' il miglior modo per rendere omaggio alla memoria del collega oggi ucciso dai banditi in provincia di Reggio Calabria, si potrebbe facilmente individuare nell'eccessivo e compiacente lassismo delle circolari del Ministero dell'Interno una delle cause dei 'gravi incidenti' che toccano alle guardie giurate. La sottovalutazione del fenomeno delle rapine ai furgoni portavalori e' sotto gli occhi di tutti". Lo sostiene Vincendo Del Vicario, segretario nazionale del sindacato di categoria Savip. "Le 36 vittime negli ultimi dieci anni – aggiunge – dovrebbero indurre a prudenza, mentre invece, per compiacere le strategie di contenimento dei costi e del personale, il Ministero dell'interno ha consentito che i furgoni portavalori potessero viaggiare in assoluta deficienza di personale e dotazioni di sicurezza. Circolari ministeriali iperliberiste, emanate senza tener conto delle esigenze di protezione del personale e dello stato della Pubblica Sicurezza in certe aree del Paese, hanno consentito la riduzione del numero di guardie addette alle piu' rischiose tipologie di servizi di cui parliamo, con l'innalzamento vertiginoso del massimale dei valori trasportati sul furgone e da ciascuna guardia''. ''Egualmente – prosegue – dovrebbe porsi un freno alle pretese di certi grandi committenti, che chiedono agli istituti prestazioni non ammissibili e in termine di carico, e in ragione del numero di sportelli che debbono essere riforniti, pretendendo di non pagare il dovuto per i servizi di sicurezza. Ma la responsabilita' piu' grossa e', oggi, di coloro che dovendosi attivare per garantire alle guardie giurate piu' elevati livelli di sicurezza , nulla hanno fatto mentre invece per l'Italia girano solo guardie mandate allo sbaraglio. Anche noi guardie giurate – conclude – siamo vittime di morti bianche, ma nessuna sembra volersene accorgere". (Adnkronos)