• Home / CITTA / Sanità, Anisap: “Siamo avviliti”

    Sanità, Anisap: “Siamo avviliti”

    ''Accogliamo con avvilimento la nomina dei nuovi commissari delle aziende sanitarie provinciali dai quali ci aspettiamo, non per loro colpa, appena l'ordinaria amministrazione. Contavamo, forse da poveri illusi, in una decisa discontinuita' con la precedente gestione''. E' quanto afferma in una nota l'Associazione Nazionale Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali Private (Anisap) della Calabria commentando la nomina dei commissario delle aziende sanitarie provinciali. ''Una gestione della sanita' – prosegue la nota – voluta da una Regione per la quale il rigore e la legalita' si riducono ad un accanimento contro il privato. Come se, cancellato il privato, tutti i mali della sanita' fossero finiti; come se costringerci alla chiusura rendesse di colpo tutte le strutture pubbliche calabresi accoglienti, efficienti, eccellenti e sicure. Vedremo quanti calabresi andranno fuori regione per curarsi, sperando che a fare i conti non saranno gli stessi funzionari dei 400.000 assistiti fantasma''.''Una riforma sanitaria – prosegue la nota – tutta virtuale fatta di proclami e promesse puntualmente disattese, una finta riforma che privilegia la parte pubblica portata avanti da un presidente di Giunta e da un assessore che sposano il Partito Democratico della Rosy Bindi, la stessa che volle fortemente la Riforma Ter della sanita' italiana e che , invece, si basava proprio sulla parita' e sussidiarieta' tra pubblico e privato''. Secondo l'Anisap ''e' stata tradita anche la speranza che si potessero avere finalmente dei nuovi direttori generali capaci di atti di gestione straordinaria ed a lungo termine, cosi' come straordinaria e' la crisi in cui la leggerezza, l'incompetenza e l'arroganza, da parte di chi gestisce, regnano''. ''Col paradosso – aggiunge – di un assessore che, relativamente alla tragica situazione dei laboratori di analisi privati e dei loro dipendenti, attribuisce, dopo diversi mesi di vertenza, all'incapacita' del proprio dipartimento la mancanza di soluzioni''. ''Ancora una volta – conclude – si e' preferito non risolvere i problemi, ma ignorarli e rinviarli. Come se, proprio nel settore in cui si dovrebbe curare tutti, si sperasse che i mali della sanita' potessero guarire da soli''. (Adnkronos)