• Home / CITTA / San Luca, 500 uomini impiegati: ecco i nomi dei fermati

    San Luca, 500 uomini impiegati: ecco i nomi dei fermati

    scuderi25lugQuasi cinquecento uomini, tra polizia e carabinieri, hanno circondato la scorsa notte San Luca in Aspromonte per arrestare in stato di fermo 43 persone, tra cui alcune donne, gravemente indiziate di avere parte attiva alla faida tra i Nirta -Strangio, da una parte, e i Vottari-Pelle, dall'altra, che ha avuto nella strage di Ferragosto, a Duisburg, in Germania, il suo episodio piu' sanguinoso. Il provvedimento e' stato notificato a: Roberto Agui', 26 anni; Giuseppe Biviera, 29 anni; Vincenzo Biviera, 22 anni;


    Antonio Giorgi, 30 anni; Caterina Giorgi, 38 anni; Teresa Giorgi, 31 anni; Vincenzo Giorgi, 63 anni; Giovanni Luca Nirta(Gianluca), 38 anni, marito di Mari Strangio, assassinata a Natale del 2006 a San Luca; Antonio Pelle, 19 anni; Domenico Pelle(''micu i mata''), 57 anni; Giuseppe Pelle, 47 anni, ''u gambazza''; Giuseppe Pipicella, 36 anni, ''u zipangulu''; Giuseppe Pugliesi, 29 anni; Barbara Rocca, 21 anni; Sebastiano Romeo, 30 anni; Raffaele Stranieri, 23 anni; Antonio Vottari, 43 anni; Sebastiano Vottari, 24 anni, ''u profissuri''; Teresa Vottari, di Antonio, 60 anni, e l'omonima cugina, di 37 anni. Le richieste originarie, avanzata dai pubblici ministeri Salvatore Boemi, Nicola Gratteri, Adriana Fimiani e Federico Perrone Capano, riguardavano complessivamente 51 persone, ma il gip ne ha accolte 43. Nel corso della conferenza stampa tenutasi a Palazzo di Giustizia, e' stato reso noto dagli inquirenti, che il numero delle persone fermate e' salito a 32. Gli ultimi tre arrestati sono stati Antonio Giorgi, 30 anni; Antonio Pelle, 19 anni e Antonio Vottari, 43 anni. I carabinieri del comando provinciale li hanno scoperti dentro un bunker ricavato nel sottoscale di un'abitazione dei Vottari, e si sono arresi senza opporre resistenza. ''Ci sono i presupposti – ha detto il procuratore facente funzioni, Franco Scuderi – per giungere alla verita' sui tragici fatti di Duisburg. Avevamo la netta impressione che la faida non si fosse conclusa, tant'e' che due giorni prima del 15 agosto, in un rapporto di polizia era stato sollevato grande allarme, e cosi' purtroppo e' stato''. Per i coordinatore della Dda, Salvatore Boemi, ''si tratta di un primo importante successo contro le piu' agguerrite cosche della locride. Voglio sottolineare che senza il grande sacrificio di tutto l'ufficio di Procura, e non solo dei magistrati, questo risultato non si sarebbe raggiunto''. Nicola Gratteri e Alessandra Fimiani, hanno parlato ''di un lavoro puramente investigativo, poiche' nessuno dei parenti delle vittime della faida ha mai inteso fornire notizie utili per identificare gli autori di cosi' gravi fatti di sangue''. Il dirigente della squadra mobile, Renato Cortese, ed il comandante provinciale dei carabinieri, col. Antonio Fiano, hanno descritto l'organizzazione dei due gruppi contrapposti della faida, ed hanno in Marco Marmo, uno degli uccisi a Duisburg, ''come elemento strategico per la fornitura delle armi ai Pelle- Vottari, reperite soprattutto sul mercato criminale iugoslavo''. I magistrati della Dda reggina, subito dopo la conferenza stampa, conclusa in pochissimo tempo, sono volati alla prefettura dove erano attesi dal prefetto Francesco Mugolino e dagli investigatori del Bka tedesco, guidati da Jorg Ziercke e Jurgen Maurer. La Procura della Repubblica, infine, ha aperto formalmente un fascicolo di indagine a causa di una fuga di notizie riguardanti un particolare della strage di Duisburg: addosso a Tommaso Venturi, 18 anni, uno degli assassinati, e' stato ritrovato un santino bruciacchiato, segno questo, che il giovane sarebbe stato ''battezzato'' come uomo d'onore quella tragica sera nei locali del ristorante ''Da Bruno''. Il particolare, era stato comunicato meno di due giorni fa dalla polizia tedesca ai magistrati italiani titolari delle indagini, aspetto che avrebbe generato gravissimo allarme tra gli inquirenti per la permeabilita' di indagini riservatissime. (ANSA).