• Home / CITTA / Duisburg, il giorno del dolore

    Duisburg, il giorno del dolore

    "Chi ha commesso questi orribili delitti si penta. Nessuno di noi può condannare a morte i suoi fratelli". Lo ha detto il parroco della chiesa della Madonna di Porto Salvo, don Cornelio Femia, nell'omelia fatta durante i funerali a Siderno dei fratelli Francesco e Marco Pergola, due delle vittime della strage di Duisburg.

     "E' un fatto – ha aggiunto don Cornelio – che ha ulteriormente infangato la nostra terra. Una tragedia che ha colpito tutti noi e che ha dimostrato arroganza e tracotanza da parte di chi l'ha compiuta. Come Chiesa proviamo sgomento per quanto è accaduto a Duisburg, così come ha sottolineato più volte il nostro vescovo, Giancarlo Maria Bregantini. Francesco e Marco Pergola erano andati in Germania soltanto per lavorare. Ci chiediamo perché, allora, siano stati uccisi. Insieme ai parenti attendiamo verità e giustizia su quanto è accaduto".

    I funerali si sono conclusi con un lungo applauso da parte delle circa duecento persone assiepate davanti la chiesa. ''Applaudiamo i nostri fratelli Francesco e Marco" ha gridato, commossa, una delle persone che avevano partecipato ai funerali. Invito che è stato subito raccolto dalle circa duecento persone che avevano atteso davanti la chiesa l'uscita delle bare. All'applauso i genitori dei due fratelli, Maria e Giuseppe Pergola, hanno reagito con un pianto dirotto, confortati dai parenti che li attorniavano. Dopo i funerali le salme dei fratelli Pergola sono state portate direttamente al cimitero, senza corteo funebre, così come stabilito dal Comitato provinciale per l'ordine pubblico, che ha anche vietato riprese televisive e fotografie all'interno della chiesa. I funerali sono stati presidiati dalle forze dell'ordine, che hanno stazionato davanti la chiesa. Molti i carabinieri ed i poliziotti in borghese anche dentro.

    Infine, poco dopo le 10 sono giunti all'aeroporto di Fiumicino i tre carri funebri che porteranno in Calabria le salme di Marco Marmo, Sebastiano Strangio e Francesco Giorgi. Presenti anche polizia e carabinieri. (Ansa)