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    Ds su abbattimento 208

    A proposito del recente abbattimento della caserma "208", dal capogruppo diessino in consiglio comunale riceviamo e pubblichiamo 

    L’abbattimento dell’ex Caserma 208 ha indubbiamente un forte significato simbolico. Un fatto estremamente positivo che si consuma, però, nella cancellazione della baraccopoli. Infatti, l’amministrazione comunale, nell’ambito dell’operazione “208”, ha totalmente ignorato la questione dell’integrazione dei Rom, rimandandola ad una seconda fase, di cui non si ha alcuna contezza. Agendo, inoltre, in contraddizione col programma operativo che si era imposta con l’adozione della delibera di giunta numero 320 del 12 agosto 2004, che stabiliva l’integrazione attraverso un processo di delocalizzazione di questi nostri concittadini.
    Invece, il principio della delocalizzazione non è stato assolutamente attuato, dato che la stragrande maggioranza delle famiglie Rom è stata alloggiata ad Arghillà. Una realtà territoriale già debole sotto il profilo sociale, che difficilmente potrà reggere l’impatto abitativo di centinaia di Rom. Tutto ciò è stato denunciato sia dal Consiglio che dal presidente della Circoscrizione di Catona. Eppure l’esecutivo non ha inteso prendere in considerazione le perplessità sollevate: e così ad Arghillà si sono ritrovati all’incirca 90 nuclei familiari Rom. Ben trenta in più di quanti ne abbia mai ospitati il “208”.
    E’ chiaro che la giunta Scopelliti abbia volutamente ignorato gli indirizzi che in tal senso aveva proposto il centrosinistra, anche attraverso l’attività di un’apposita commissione consiliare, ed una serie di deliberazioni sugli indirizzi per gli insediamenti dei Rom.
    Altra contraddizione in cui è incappata l’amministrazione comunale è l’acquisto di un immobile sito in via Sbarre centrali, all’angolo di via Loreto, per la somma di un milione e cinquanta mila euro, più 50 mila euro per le provvigioni spettanti all’agenzia Euroimmobili, composto da nove appartamenti e sei negozi, da assegnare a famiglie Rom. Un atto contrario ai più elementari principi di delocalizzazione. Inspiegabile pianificazione di un nuovo, seppur piccolo, ghetto a Sbarre mentre si sgombra l’ex “208”.
    Fatti per cui quella del “208” appare come l’ennesima operazione immagine portata avanti dall’amministrazione comunale. Non si intravede nessun respiro strategico, dato che solo l’immediata integrazione abitativa sarebbe stato il fruttuoso investimento per il futuro. Inoltre, non è stata per nulla affrontata la problematica di quei Rom che abitano l’accampamento – ghetto dell’ex polveriera di Ciccarello.
    Pertanto, mi sento di affermare che oggi non sia stato fatto alcun importante passo avanti sulla questione di integrazione sociale dei Rom. Piuttosto si è scelto di spostare il problema, di occultarlo nell’estrema periferia della città.

    Il capogruppo dei D.S. in Consiglio Comunale
                                                                                               Dr. Demetrio Martino