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    Udc: anche Nucera aderisce a referendum regionale

    “Quattrocento firme targate Udc per dire sì al referendum”. Anche il consigliere regionale Udc, Giovanni Nucera, si unisce al comitato che promuove il referendum 2008 per la semplificazione dei partiti e per il divieto di candidature multiple. Quando ormai si avvicina il termine della maratona per raccogliere le cinquecentomila firme necessarie a presentare i tre quesiti referendari, ieri mattina il consigliere regionale Nucera ha ricevuto il segretario regionale dell’Ugl, Antonio Franco, consegnando alla causa referendaria i moduli contenenti quattrocento adesioni raccolte tra i simpatizzanti dell’Udc.

    Vivo apprezzamento è stato espresso dal segretario Franco: “Ringrazio il consigliere Giovanni Nucera per il significativo apporto che ha dato al referendum con la sua firma e con quella di quattrocento cittadini che si identificano dell’Udc. L’iniziativa referendaria sta raccogliendo ampi consensi trasversali, segno che i cittadini comprendono e sostengono la nostra richiesta che mira a semplificare e snellire la complessa macchina partitica. L’elettorato – ha concluso – non ne può più di ventidue partiti”.

    Il referendum propone tre quesiti: i primi due mirano a semplificare il numero dei partiti presenti in Parlamento, elevando la soglia di sbarramento e consegnando il premio di maggioranza non più alla coalizione, bensì al partito più votato. Il terzo quesito impedirebbe, invece, la pratica utilizzata dalle segreterie di partito, di presentare lo stesso candidato in più collegi, con il risultato, in caso di vittoria multipla, di poter optare liberamente per l’uno o per l’altro seggio.

    “La richiesta di una semplificazione dei partiti – ha affermato il consigliere regionale Nucera commentando i primi due quesiti referendari – mi trova pienamente d’accordo. Fermo restando il bagaglio di valori cui ogni compagine partitica  si ispira, una semplificazione non può che giovare al Paese”. “Senza alcuna riserva – ha proseguito Nucera – anche il terzo quesito, che cancellerà un meccanismo che giova solo alle segreterie e ai candidati imposti dall’alto delle segreterie. Un meccanismo che mortifica il territorio, dando mani libere ai parlamentari di scegliere chi rappresentare. Il rispetto che merita l’elettorato impone, invece, che un candidato si presenti in un solo collegio, e, se eletto, rimanga tale e si occupi dei problemi del territorio che lo ha eletto in Parlamento.